Gianni Morandi e il figlio Tredici Pietro, il duetto a Sanremo che ha emozionato l'Ariston

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Non era nei programmi, non c'era alcun annuncio ufficiale, e forse proprio per questo l'impatto emotivo, quando è successo, è stato ancora più dirompente. Tredici Pietro, all'anagrafe Pietro Morandi, sul palco del Teatro Ariston per la serata delle cover del Festival di Sanremo 2026, ha scelto di portare con sé, oltre agli artisti Galeffi e Fudasca & Band che lo accompagnavano, una sorpresa che di fatto ha riscritto il significato stesso della parola "duetto". È spuntato lui, Gianni Morandi, l'ottantunenne cantante di Monghidoro, padre del giovane rapper in gara, e l'aria all'improvviso si è caricata di una tensione che nulla aveva a che vedere con la competizione canora. Il brano scelto per l'occasione era "Vita", quel pezzo del 1988 scritto da Mogol e Mario Lavezzi che Gianni incise con Lucio Dalla, e che qui veniva riletto in una veste aggiornata, con l'innesto di strofe rappate che creavano un ponte ideale tra due generazioni e due modi diversi di fare musica.

Padre e figlio, l'uno accanto all'altra, hanno intonato versi che parlavano di esistenza e di sentimenti, e il parallelo con la loro storia personale era talmente lampante da risultare quasi tangibile per il pubblico in sala e per quello a casa. Gianni Morandi, che quel palco lo ha calcato innumerevoli volte in sessant'anni di carriera, appariva visibilmente commosso, con la voce che all'inizio si è spezzata, tradendo un'emozione profonda e autentica. Al termine dell'esibizione, quando l'ultima nota era ormai svanita e l'abbraccio tra i due ha suggellato quei minuti di musica, il conduttore Carlo Conti si è avvicinato per rassicurarlo con affetto: "Gianni, questa è casa tua". Ma Morandi senior, ancora incredulo per quanto appena accaduto e con lo sguardo lucido, si è rivolto al figlio con una domanda che aveva il sapore di una battuta ma anche di una sincera e disarmante insicurezza: "Ero tesissimo. Come sono andato?". La replica di Tredici Pietro, pronta e affettuosa, ha strappato un sorriso a tutti: "Secondo me sei andato molto bene. Si vede che l'hai fatta un paio di volte".

La dedica social e il pensiero degli altri artisti

L'eco di quel momento, destinato a rimanere negli annali della kermesse, ha rapidamente tracimato oltre i confini dell'Ariston, invadendo i social network e i commenti a caldo di colleghi e amici. Lo stesso Gianni Morandi, poche ore dopo, ha affidato a un post sui propri profili la gratitudine per quell'esperienza così intima e pubblica allo stesso tempo: "Stasera su quel palco ho provato un’emozione diversa da tutte le altre", ha scritto, spiegando come fosse stato il figlio a volerlo lì con sé, un gesto che lo aveva spiazzato per la sua dolcezza e determinazione. Tra i tanti vip che hanno voluto commentare l'esibizione, spiccava il messaggio di Jovanotti, che ha parlato di "spirito musicale" insieme a quello familiare, definendo Gianni "immenso" e Pietro "magico". Un coro di apprezzamenti che sottolineava la riuscita di un esperimento che poteva risultare sdolcinato e che invece ha convinto per la sua genuinità, tanto da piazzarsi al quinto posto nella classifica finale della serata delle cover, vinta dalla coppia Ditonellapiaga e TonyPitony.

La stoccata di Alessandro Gassmann: "Le regole non sono uguali per tutti"

Eppure, in questo quadro di affetto e condivisione generalizzata, non è mancata una nota stonata, un dissenso che è arrivato inaspettato e che ha sollevato più di un interrogativo sul regolamento interno della manifestazione. A lanciare la polemica, a caldo, è stato Alessandro Gassmann, attore e padre di un altro concorrente in gara, Leo Gassmann, che quella stessa sera si è esibito con Aiello. La sua critica non riguardava la qualità artistica del duetto tra i Morandi, bensì la disparità di trattamento che, a suo avviso, l'organizzazione avrebbe riservato ai vari "parenti" dei cantanti. In un post pubblicato e poi rimosso dai social, Gassmann ha spiegato di aver chiesto di poter partecipare al Festival per presentare la sua serie televisiva "Guerrieri", in partenza su Rai1, ma di aver ricevuto un netto rifiuto proprio in virtù della sua posizione di genitore di un artista in gara.

"Ah... quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso", ha scritto l'attore, lasciando intendere come, alla luce della comparsata di Gianni Morandi, quella regola fosse stata applicata in modo selettivo. "Perché io sarei dovuto andare al festival per presentare 'Guerrieri', però mi hanno detto che non potevo perché padre di un cantante. Le regole non sono uguali per tutti. Dico sempre quello che penso, mi rode il c**o". Una stoccata diretta, che ha aperto un fronte di discussione parallelo in una serata che altrimenti sarebbe stata ricordata solo per l'abbraccio tra un padre e un figlio sul palco più famoso d'Italia. Mentre il pubblico continuava a condividere e a commentare le immagini di Morandi e Tredici Pietro, la polemica sollevata da Gassmann rimaneva lì, come un tarlo, a dimostrare che anche le emozioni più grandi, a volte, possono convivere con le più prosaiche questioni di opportunità e di applicazione delle regole.

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