Sanremo 2026, il festival delle famiglie tra abbracci sul palco e la polemica di Gassmann
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La quarta serata del settantaseiesimo Festival di Sanremo, quella dedicata alle cover e ai duetti, andata in scena nella serata di ieri, ha offerto al pubblico dell’Ariston e a quello comodamente seduto davanti al televisore una serie di istanti che difficilmente si dimenticheranno in fretta, trasformando il teatro ligure in un salotto buono dove le dinamiche familiari hanno fatto capolino tra una nota e l’altra. Il direttore artistico Carlo Conti, che aveva abilmente alimentato il mistero nei giorni precedenti parlando di possibili sorprese, ha visto le sue parole concretizzarsi in una sequenza di momenti che hanno scaldato il cuore dei presenti, non senza tuttavia sollevare piuttosto prevedibilemente qualche malumore tra chi, dall’altra parte della barricata, si è sentito messo ingiustamente da parte. La scaletta, scorrendo via via, ha riservato delle vere e proprie chicche per gli appassionati del genere, ma sono state le apparizioni inaspettate a rubare la scena e a dettare l’agenda del giorno dopo.
Il momento clou, quello che probabilmente rimarrà negli annali di questa edizione, è stato senza dubbio l’ingresso a sorpresa di Gianni Morandi sul palco durante l’esibizione del figlio Pietro, in arte Tredici Pietro. Il rapper bolognese, classe 1997, che quest’anno calca per la prima volta il palco dell’Ariston come Big in gara con il brano “Uomo che cade”, si stava esibendo in “Vita”, celebre brano portato al successo dal padre Gianni insieme a Lucio Dalla, accompagnato da Galeffi e da Fudasca & Band. Quando ormai l’esibizione volgeva al termine, l’ottantenne Morandi è comparso tra lo stupore generale, unendo la sua voce a quella del figlio in una versione del brano che fondeva la melodia classica con incursioni rappate. Un’esibizione che ha lasciato il segno, al termine della quale il cantante romagnolo, visibilmente commosso, si è lasciato andare a un lungo abbraccio con Pietro chiedendogli, con quella spontaneità che lo contraddistingue: “Ero tesissimo, come sono andato?”. “Secondo me molto bene, si vede che l’hai fatto un paio di volte”, ha scherzato il figlio, in un botta e responso che ha strappato un sorriso e un applauso convinto a tutta la platea.
Ma l’onda lunga dell’affetto parentale non si è esaurita certo con i Morandi. Più tardi, è stata la volta di Raf, al secolo Raffaele Riefoli, il quale ha duettato con i The Kolors in “The Riddle” e, con grande sorpresa, ha condiviso il palco con la figlia Bianca Aleida Riefoli, ventinovenne, che faceva parte del di ballo. Un momento tenero, quello in cui Carlo Conti ha chiamato la ragazza sotto i riflettori per omaggiarla con i fiori di Sanremo, mentre il padre la guardava orgoglioso. E ancora, poco dopo, è toccato al giovane Sayf, che nella sua interpretazione di “Hit the road Jack” assieme a due colonne della musica italiana come Mario Biondi e Alex Britti, ha voluto portare con sé sul palco la madre, Samia. La donna, timidamente seduta a un tavolino allestito per l’occasione, era già stata protagonista al DopoFestival, dove il figlio l’aveva presentata al pubblico di Nicola Savino, e questa ennesima apparizione ha confermato il legame fortissimo che li unisce.
La stoccata di Grignani e l’abbraccio di Pausini
Non sono mancati, nel corso della lunga serata condotta da Carlo Conti affiancato da Bianca Balti, modella e simbolo di resilienza, anche momenti di una certa tensione, seppur velata dall’ironia. Quando Gianluca Grignani, dopo essersi esibito con Luchè in “Falco a metà”, ha ricevuto il tradizionale omaggio floreale dalle mani del conduttore, ha prontamente chiesto: “C’è anche il numero di Laura Pausini dentro? Così la posso chiamare”. Una battuta, la sua, che ha gelato l’aria e che molti hanno interpretato come una frecciata nei confronti della Pausini, la quale aveva aperto la serata con un medley dei suoi successi e, poco dopo, è stata immortalata dalle telecamere mentre si intratteneva affettuosamente con il padre, seduto in platea, in un abbraccio che cadeva proprio nell’anniversario della sua vittoria nella sezione “Novità” del 1993 con “La solitudine”.
La rabbia di Gassmann: “Regole non uguali per tutti”
Se da un lato il palco dell’Ariston si è trasformato in un palcoscenico di dichiarazioni d’amore familiari, dall’altro l’entusiasmo è stato offuscato dalla dura presa di posizione di Alessandro Gassmann. L’attore, padre di Leo Gassmann, anch’egli in gara tra i Big in questa edizione, ha sfogato la sua rabbia attraverso i canali social, accusando l’organizzazione del Festival di avergli impedito di partecipare alla kermesse. Il suo sfogo, diretto e senza troppi giri di parole, recitava testualmente: “Ah… quindi non era vero che quando un cantante è in gara a Sanremo un parente non può partecipare al festival, e sono assolutamente d’accordo, regola senza senso”. Gassmann ha spiegato che avrebbe dovuto essere presente per presentare la serie “Guerrieri”, in partenza su Raiuno, ma che gli sarebbe stato detto di no in quanto padre di un concorrente. “Le regole non sono uguali per tutti. Dico sempre quello che penso, mi rode il c**o”, ha concluso l’attore, puntando il dito contro quella che percepisce come una disparità di trattamento, evidentemente riferendosi alla possibilità concessa invece a Gianni Morandi di salire sul palco con il figlio.
Intanto, al netto delle polemiche che hanno infiammato il dopo festival, la serata delle cover ha visto trionfare Ditonellapiaga e TonyPitony con la loro reinterpretazione di “The lady is a tramp”, un numero dal sapore vagamente retrò che ha convinto il pubblico e decretato la loro vittoria. Una top 10, quella della serata, che come da tradizione fa gara a sé ma che potrebbe influenzare sottilmente le preferenze in vista della finalissima di domani, lasciando aperte tutte le possibilità per una classifica finale che si preannuncia quanto mai combattuta e ricca di colpi di scena.




