Il bacio tra Levante e Gaia e il giallo della regia: “Non era programmato, nessuna censura ma è assurdo che se ne parli”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La cinquantunesima canzone, o giù di lì, quella che doveva essere solo l’esibizione delle cover nella cornice del Festival di Sanremo, si è trasformata nel giro di poche ore in un caso nazionale. Quando Levante e Gaia, al termine della loro interpretazione di I maschi di Gianna Nannini, si sono scambiate un bacio, gran parte del pubblico da casa non ha visto nulla: l’inquadratura, infatti, è stata staccata e la scena ripresa da lontano, alimentando il sospetto di una censura in diretta da parte della Rai. È la stessa Levante, incontrando la stampa all’Ariston Roof il giorno successivo, a dover fare chiarezza, spiegando con una certa dose di stupore misto a rassegnazione come siano andate realmente le cose.
L’artista, che con Gaia condivide un’amicizia profonda e una visione della vita priva di etichette, ha subito voluto sgombrare il campo dall’ipotesi di un oscuramento volontario. “Non c’è stata nessuna censura”, ha tenuto a precisare la cantautrice, raccontando il retroscena di quei momenti convulsi che precedono una messa in scena così complessa. Il bacio, a suo dire, non era affatto programmato con la produzione, né tanto meno era stato provato durante le verifiche tecniche con la regia. “Alle prove generali, quando si decidono le inquadrature, non l’avevo fatto”, ha spiegato Levante, chiarendo che la scelta di baciare la collega è nata in modo del tutto spontaneo, quasi fosse un gesto dettato dall’emozione del momento e dall’affetto che le lega. “Ieri mattina abbiamo fatto il sound check, le ho dato un bacetto e poi le ho chiesto scusa”, ha raccontato, riportando anche la risposta ironica di Gaia: “Puoi fare quello che vuoi”. Da lì, l’idea di ripetere quel gesto sul palco, ma senza avvertire nessuno, un impulso che nulla aveva a che vedere con la volontà di lanciare messaggi o provocazioni.
La distrazione del regista e le scuse per l’inquadratura mancata
Se da un lato Levante ha scagionato la Rai da qualsiasi volontà censoria, dall’altro è emersa la versione di chi quella regia la gestiva. Maurizio Pagnussat, regista del Festival, contattato all’indomani della bufera, ha fornito la propria lettura dei fatti, assumendosi la piena responsabilità di quanto accaduto. Lontano dall’idea di un oscuramento pilotato, Pagnussat ha parlato apertamente di una “distrazione”, di un errore umano dovuto alla mancata conoscenza di quel gesto. “Mi sarebbe piaciuto riprenderlo se l’avessero fatto un attimo prima”, ha dichiarato il regista, spiegando come esista un rituale preciso, una scansione temporale per i cambi di palco che segue uno storyboard prestabilito. Un meccanismo, questo, che se non viene aggiornato con le novità dell’ultimo secondo – e nel caso specifico non lo era – porta a scelte automatiche, come appunto lo stacco sull’inquadratura lunga. “C’è un rituale per il cambio di palco”, ha aggiunto Pagnussat, quasi a voler sottolineare la natura tecnica, e non politica, della decisione. Una versione, la sua, che ha trovato conferma nelle parole di Claudio Fasulo, vicedirettore dell’Intrattenimento Prime Time Rai, il quale ha ribadito come la prova del mattino fosse solo audio e che, nell’unica prova con le telecamere, lo stacco finale fosse stato concordato diversamente.
L’assurdità di dover spiegare un bacio e il valore della normalità
Al di là della querelle tecnica su chi abbia sbagliato e su cosa, ciò che più ha colpito Levante è stato il polverone mediatico che ne è derivato. In conferenza stampa, il suo discorso si è fatto via via più diretto, incentrato non tanto sulla necessità di difendere l’operato della televisione pubblica, quanto sulla stranezza di dover commentare un gesto così naturale. “A me non fa nessun effetto un bacio in bocca tra due ragazze o due ragazzi”, ha affermato con decisione, quasi a voler ribaltare la prospettiva: non è il bacio a dover essere giustificato, ma semmai chi lo trasforma in una questione di principio. Ha parlato della sua quotidianità, di come nella sua casa convivano senza conflitto omosessualità ed eterosessualità, e di come per lei quelle distinzioni non abbiano ragione d’essere. “Se proprio devo giustificarlo, era un bacio d’affetto, l’ho dato come lo darei a mia sorella o a mia madre”, ha proseguito, sottolineando l’assurdità di dover trovare una spiegazione razionale per un impulso che definirebbe la sua idea di libertà. Ciò che le premeva sottolineare, al di là del dispiacere per la mancata inquadratura, era che il vero problema risiede altrove: “Non è tanto la censura che non c’è stata, ma il fatto che questa cosa crei dibattito. Questa cosa non dovrebbe creare dibattito”.
Il dietrofront social della Rai e la visibilità postuma del gesto
Mentre la macchina organizzativa del Festival cercava di tamponare la polemica, dalla sala stampa arrivava un’ulteriore precisazione destinata a rimescolare le carte. La Rai, infatti, per dimostrare la propria buona fede e allontanare qualsiasi ombra di censura, ha reso noto di aver pubblicato il video del bacio sui propri canali social ufficiali. Una mossa, questa, studiata per fornire la prova provata che non vi era alcuna intenzione di nascondere quel momento. “Durante la gara postiamo sui profili social Rai un solo contenuto per concorrente”, ha specificato Fasulo, spiegando la ragione del ritardo. Avevamo a disposizione la camera separata con il bacio stretto, ma lo abbiamo pubblicato un secondo dopo lo stop al televoto. Lo abbiamo fatto per dimostrare che quanto accaduto in diretta è stato dovuto esclusivamente a una scelta di regia televisiva”. Una tempistica, quella della pubblicazione, che se da un lato ha fugato i dubbi sull’oscuramento, dall’altro ha aperto uno squarcio su come la comunicazione social, ormai parte integrante del festival, si intrecci con le dinamiche della gara, dove ogni secondo di visibilità può fare la differenza. Resta, sullo sfondo, la sensazione espressa da Levante: che in un’epoca complessa, in cui le vere emergenze sarebbero altre, ci si trovi ancora a discutere della rappresentazione di un bacio.




