Russia Unita stravince le elezioni alla Duma mentre i droni colpiscono Mosca
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Redazione Esteri
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Le elezioni per il rinnovo della Duma di Stato russa si sono concluse con una vittoria senza precedenti per Russia Unita, il partito del presidente Vladimir Putin. Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale dopo lo scrutinio di oltre il 95 per cento delle schede, la formazione di governo ha ottenuto il 57,83 per cento dei consensi, conquistando 355 seggi su 450 nella camera bassa del Parlamento. Si tratta del risultato più alto mai raggiunto dal partito, che nelle precedenti elezioni del 2021 si era fermato a 324 seggi.
L’affluenza alle urne è stata del 59 per cento, in crescita rispetto al 51,7 per cento registrato cinque anni fa.
Un voto segnato dalla guerra e dagli attacchi con i droni
Le operazioni di voto, svoltesi dal 18 al 20 settembre, si sono tenute in un clima di forte tensione per la concomitanza con una massiccia offensiva di droni ucraini sulla capitale e sulla regione circostante. Nella sola giornata di domenica, il sindaco di Mosca Sergey Sobjanin ha riferito dell’abbattimento di oltre 450 velivoli senza pilota in avvicinamento alla città, mentre il governatore della regione di Mosca, Andrej Vorobiov, ha segnalato 249 droni intercettati in diciassette distretti, con due vittime e diversi feriti.
L’incendio divampato in un impianto della raffineria di Kapotnja, nella periferia sud-orientale, ha rappresentato il danno più visibile di un attacco che le autorità russe hanno definito “premeditato” e finalizzato a sabotare il regolare svolgimento delle consultazioni.
Un’opposizione assente e un quadro politico ristretto
Il risultato elettorale ha consegnato a Russia Unita una maggioranza costituzionale, ossia la capacità di modificare la Costituzione senza il supporto di altre forze politiche. Alle spalle della formazione di maggioranza relativa si sono posizionati il Partito Comunista con il 13,81 per cento dei voti e 40 seggi, il Partito Liberaldemocratico con l’8,98 per cento e 25 seggi, e il partito Gente Nuova con il 7,96 per cento e 20 seggi.
L’unico partito dichiaratamente contrario al conflitto in Ucraina, Jabloko, era stato escluso dalla competizione elettorale per la quota proporzionale con una sentenza della Corte suprema russa risalente al mese di agosto, motivata da presunte violazioni di carattere amministrativo.
Le reazioni internazionali e il contesto diplomatico
La tornata elettorale ha suscitato immediate reazioni da parte delle istituzioni europee. L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha definito lo svolgimento del voto “un grave passo indietro per la democrazia russa”, aggiungendo che “a Mosca non resta che la vernice della democrazia”.
Sul piano diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver concordato un incontro con il presidente statunitense Donald Trump a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, definendolo un appuntamento che “può cambiare molte cose”. Nel frattempo, l’analista Alexander Morozov ha commentato l’esito del voto osservando che “Russia Unita ha persino superato le aspettative”, sottolineando come il Cremlino non sia intenzionato ad accettare alcun cessate il fuoco nel breve periodo.
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