Pio Esposito non si ferma più, l’Italia di Baldini vince ancora: a Creta la Grecia si arrende 0-1
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Redazione Sport
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Nel calcio, così come nella vita, le parentesi temporanee rischiano spesso di trasformarsi in contenitori svuotati di significato, semplici esercizi d’attesa in attesa di tempi migliori. E invece, per questa Italia sperimentale guidata ad interim da Silvio Baldini, l’appendice di una stagione segnata dalla mancata qualificazione al Mondiale si è improvvisamente tinta di un azzurro vivido e promettente.
Dopo il successo di misura contro il Lussemburgo, i ragazzi provenienti per la maggior parte dal circuito dell’Under 21 hanno bissato il risultato proprio sul campo della Grecia, imponendosi con un altrettanto severo 1-0 al Pankritio Stadium di Heraklion.
A decidere le sorti dell’incontro, ancora una volta, è stato il diciannovenne Francesco Pio Esposito: il centravanti dell’Inter, che ha trovato la via della rete anche nella precedente uscita, sta dimostrando di possedere quella durezza mentale e quell’istinto agonistico che spesso mancano anche a calciatori molto più navigati.
La stoccata del giovane leone e il controllo saldo della prima frazione
L’avvio degli Azzurri, schierati con un 4-3-3 speculare, è stato tutt’altro timido: la pressione alta e il fraseggio rapido hanno subito messo in difficoltà la retroguardia ellenica, costringendola a difendersi bassa. Al 18’, la manovra ha prodotto l’effetto desiderato: Jeff Ekhator, partito largo sulla sinistra, ha servito un cross teso nel cuore dell’area; Pio Esposito, nel controllo orientato, ha dimostrato una sensibilità tecnica notevole, stoppando la sfera e calciando al volo con il destro.
Il tiro, impreziosito da una deviazione decisiva che ha spiazzato il portiere Vlachodimos, si è insaccato nell’angolino alla sua destra, firmando il momentaneo e poi definitivo 0-1. Pur giocando in un clima rovente e in un’amichevole dal peso specifico ridotto – non si può certo dimenticare il contesto di fine stagione, con le vacanze che stuzzicano la mente dei calciatori – la truppa di Baldini ha mantenuto la barra dritta.
Le giocate di Koleosho, imprendibile in uno contro uno, e i lanci millimetrici del difensore Comuzzo (poi uscito per un problema muscolare al polpaccio) hanno tenuto costantemente in apprensione i padroni di casa. Donnarumma, dall’altra parte, è stato spettatore più che attore, se si esclude qualche timido tentativo dalla distanza dei greci. L’occasione più clamorosa del primo tempo, dopo la rete, è stata addirittura una ripartenza dell’Italia che ha visto lo stesso Esposito fermarsi solo davanti al portiere, senza però riuscire a raddoppiare.
Traverse e fuochi d’artificio: l’assedio greco non scalfisce il muro azzurro
Nella ripresa, la musica sembrava inizialmente non cambiare, anzi. L’Italia è ripartita con il piede schiacciato sull’acceleratore: al 47’, Seydou Fini ha confezionato un cross perfetto per Koleosho, che da due passi e a portiere ormai battuto ha colpito clamorosamente la traversa piena, negandosi il gol che avrebbe chiuso la contesa. Quel legno, però, è stato foriero di una svolta nervosa. Poco dopo, l’infortunio di Comuzzo ha costretto Baldini a gettare nella mischia Luca Reggiani, esordiente assoluto in Nazionale maggiore.
La sua avventura, però, è durata appena tredici minuti: nell’ingenuità più totale – quella che spesso paghi cara quando sali sul palcoscenico che conta – ha trattenuto l’attaccante Douvikas lanciato a rete, rimediando un cartellino rosso diretto per aver interrotto una chiara occasione da gol. L’espulsione (arrivata al 68’) ha cambiato il volto del match: la Grecia, approfittando della superiorità numerica, si è gettata in avanti con veemenza e Baldini ha dovuto ridisegnare la fase difensiva, arretrando il baricentro.
Gli ultimi venti minuti sono diventati così una resistenza olimpica: all’84’, Zafeiris ha fatto tremare il pubblico di casa con un destro violentissimo che ha centrato in pieno il palo alla destra di Donnarumma, ormai battuto. Poco dopo, proprio quando la difesa sembrava aver perso le distanze, Pavlidis si è avventato sulla sfera sul primo palo, trovando però sulla sua strada la pronta respinta del portiere del Manchester City. Gigio Donnarumma, dormiente per gran parte della serata, si è svegliato al momento giusto per blindare il risultato.
Un esame di maturità superato a pieni voti tra giovani e veterani
Nonostante la pressione ellenica e l’inferiorità numerica – l’Italia ha giocato in dieci per tutto l’ultimo quarto d’ora, recupero compreso – la retroguardia azzurra ha retto bene l’urto. Accanto a un Donnarumma decisivo nel finale, spiccano le prestazioni di alcuni giovani come Chiarodia, sempre attento nelle chiusure, e dello stesso Esposito, che pur uscendo stanco all’87’ ha speso energie preziose anche nel lavoro sporco di copertura sui calci piazzati.
L’atteggiamento tenuto dai ragazzi di Baldini è stato esemplare: non si è vista né la paura né il cinismo sterile di chi aspetta solo di fischiare la fine, bensì la volontà di soffrire con ordine. L’amichevole di Creta, oltre a rappresentare l’addio temporaneo di Baldini alla panchina della Nazionale maggiore prima del ritorno all’Under 21 (in attesa dell’elezione del nuovo presidente federale e della nomina del ct), ha consegnato un messaggio chiaro al movimento: il futuro, almeno nelle sue attuali espressioni, non sembra così desolante come si temeva.
Esposito, diventato il quarto giocatore della storia italiana a segnare in tutte le sue prime presenze da titolare, si candida ufficialmente a essere non una semplice promessa, ma una certezza del presente. L’avventura in Nations League, a settembre, si preannuncia quindi ricca di spunti interessanti per un’Italia che, senza fare rumore, ha trovato un’anima giovane e coriacea.




