Grecia-Italia, l’ultima danza dei giovani di Baldini a Creta: dentro Ekhator e Ahanor
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Redazione Sport
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La Nazionale italiana, orfana di una guida tecnica stabile dopo le dimissioni di Gattuso e in attesa delle elezioni federali del 22 giugno, scende in campo al Pankritio Stadium di Candia per il secondo e ultimo atto della sua era “ad interim”. La regia, ancora affidata a Silvio Baldini – che pure vanta una lunga militanza nel settore giovanile e che a ottobre tornerà a guidare l’Under 21 – propone una formazione dall’età media bassissima, quasi una dichiarazione d’intenti più che una semplice sperimentazione.
Dopo il successo per 0-1 in Lussemburgo, maturato grazie a una rete dell’attaccante dell’Inter Pio Esposito, il ct ha scelto di non stravolgere l’assetto ma di innestare due novità di movimento: Jeff Ekhator del Genoa e Honest Ahanor dell’Atalanta, entrambi promossi dal primo minuto. Un segnale preciso, quello di Baldini, che intende verificare la tenuta di questi ragazzi – definiti da lui stesso “meravigliosi” – contro un avversario sulla carta più ostico della Grecia di Jovanovic, reduce da un pareggio in rimonta con la Svezia.
Le scelte ufficiali e il talento giallorosso al centro del progetto
La Grecia, che pure aveva protestato per la convocazione massiccia di under da parte italiana, schiera un solido 3-4-1-2 con Vlachodimos tra i pali e il trio offensivo composto da Tzolis, Masouras e Douvikas. Per l’Italia, però, il vero faro del gioco è Niccolò Pisilli, il giovane talento della Roma che Baldini ha blindato al centro del centrocampo a tre fiancheggiato da Lipani e Ndour.
L’impressione, osservando la lista dei convocati, è che Baldini stia cercando di costruire un’identità basata sulla freschezza atletica, anche se il cantiere è aperto e il nuovo presidente della Figc (si voterà tra poco più di due settimane) avrà l’ultima parola sul successore.
Non mancano le curiosità incrociate: in contemporanea, a New Jersey, un altro centrocampista di scuola italiana, Neil El Aynaoui, scende in campo dal primo minuto con il Marocco contro la Norvegia, un test in vista dei prossimi impegni internazionali che conferma la crescita di un’altra generazione di talenti.
La telecronaca, come da tradizione, è affidata ad Alberto Rimedio con il commento tecnico di Daniele Adani, il cui stile sopra le righe e ricco di metafore (celebre quella del “pranzo al sacco”) dividerà come sempre il pubblico, mentre a bordo campo operano Tiziana Alla e lo studio curato da Antinelli e Stramaccioni.
Lo stile Baldini e le critiche alla metodologia del calcio italiano
Alla vigilia del match, il commissario tecnico pro tempore ha tenuto una conferenza stampa che ha suscitato non poco dibattito, toccando i nervi scoperti del movimento calcistico nazionale. Rispondendo a un giornalista greco, che chiedeva conto dell’assenza italiana agli ultimi tre Mondiali, Baldini ha puntato il dito contro la mancanza di una cultura del lavoro profonda: “I nostri ragazzi si allenano un’ora e mezza, forse due al giorno – ha spiegato – e se paragoniamo questo impegno a quello di atleti come la Brignone o i tennisti italiani, c’è un abisso”.
Ne è scaturita una riflessione amara sui settori giovanili, descritti dal tecnico come “strutture dedite più al business che alla crescita tecnica”, una critica che suona come un’accusa anche per i colleghi di Lega e per certi metodi di gestione dei vivai. Baldini, poi, non ha potuto evitare di rispondere a chi gli chiedeva del possibile futuro in panchina, e lì ha speso parole di elogio per l’ex Ct e attuale allenatore del Napoli: Antonio Conte.
“Lui vince quasi sempre, arriva primo o secondo, e lo fa perché ha una metodologia – ha aggiunto – e se i giovani non capiscono che il metodo è uno stile di vita, non andremo da nessuna parte”. Un endorsement esplicito, che nei fatti lo avvicina alla linea dura del tecnico leccese, anche se – va detto – la decisione finale sulla panchina spetterà al prossimo vertice federale e non certo a lui, che a ottobre tornerà a occuparsi dell’Europeo Under 21.
La sfida di Creta come verifica per il futuro immediato
Questa amichevole, dunque, vale molto più del semplice risultato: è un test per capire se questi ragazzi – Bastoni e Chiarodia in difesa, Koleosho sugli esterni offensivi – possono rappresentare un serbatoio utile per la rinascita. L’avversario greco, guidato da Jovanovic, non è certo il Lussemburgo e l’atmosfera allo stadio di Candia (dove la partita è trasmessa anche in 4K su Rai 4K) potrebbe mettere a dura prova la compattezza degli Azzurri.
Baldini, che a Creta ha voluto portare anche i giovani della panchina come Camarda e Faticanti, cerca continuità: la vittoria è un obiettivo, ma la priorità rimane osservare le reazioni alla difficoltà. Per lui, che ha definito queste convocazioni “il più bel ricordo per aver rappresentato il mio Paese”, si tratta dell’ultimo atto prima di lasciare il posto a un nome pesante (tra i candidati si fanno i nomi di storici ex Ct e di Massimiliano Allegri), ma il tempo per parlare di successori non è ancora scaduto.
La partita, affidata all’arbitro israeliano Frid, si preannuncia intensa; quello che rimarrà di questa parentesi firmata Baldini sarà probabilmente il coraggio di aver dato fiducia a volti nuovi, in un calcio italiano che spesso di ricambio generazionale ha avuto paura.




