La nazionale riparte da Donnarumma e Pio Esposito: Baldini punta sul 4-3-3 con tanti azzurrini
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Redazione Sport
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Il calcio italiano, costretto a fare i conti con un’estate senza vetrina mondiale dopo la sconfitta ai rigori a Zenica contro la Bosnia, prova a ricostruire qualcosa partendo dai frammenti. E lo fa, come spesso accade in questi casi, affidandosi a chi la fascia al braccio la porta anche quando non ci sarebbe alcun obiettivo ufficiale all’orizzonte. Gianluigi Donnarumma, capitano nonostante la giovane età, ha preso il telefono e ha chiamato Silvio Baldini – l’attuale selezionatore dell’Under 21 diventato commissario tecnico ad interim in attesa che il nuovo presidente della Figc scelga l’erede di Gattuso – per dire una frase che suona quasi fuori tempo massimo: “Mister, io ci sono, se serve una mano”. E già questo, per certi versi, dice più di qualsiasi comunicato ufficiale.
Baldini, che siederà in panchina nelle due amichevoli di giugno (Lussemburgo il 3, Grecia il 7), si troverà quindi a gestire un gruppo anomalo. Da un lato ci saranno i cosiddetti “big”, quelli che per molti tifosi rendono queste partite inutili, un’appendice noiosa di una stagione già archiviata; dall’altro una nutritissima pattuglia di azzurrini, ragazzi dell’Under 21 che Baldini conosce meglio di chiunque altro, pronti a mordere l’occasione di mettersi in mostra tra i grandi. L’unica eccezione di rilievo, nel deserto dei titolari che solitamente si concedono le meritate vacanze, è proprio Donnarumma: il portiere del Manchester City (dove ha archiviato una papera clamorosa nell’ultimo scontro diretto con l’Arsenal, comunque vinto 2-1) ha rinunciato al riposo per dare una mano a una nazionale che, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026, ha bisogno di ricostruire anche il semplice gesto dell’appartenenza.
Il 4-3-3 di Baldini e i due viola nella lista della Gazzetta
La Gazzetta dello Sport, che ha ricostruito i movimenti del nuovo corso, ha elencato i nomi che Baldini potrebbe portare in prima squadra prelevandoli proprio dal suo serbatoio Under 21. E qui c’è una curiosità che riguarda da vicino i tifosi della Fiorentina: tra i convocabili spuntano infatti due giocatori viola e due ex di quella stessa società. Certo, è presto per disegnare campetti e ipotizzare convocazioni definitive, perché molto dipenderà dalle indisponibilità dell’ultimo minuto e dalle scelte tattiche dell’interim. Tuttavia, lo schema che Baldini ha in mente è chiaro: un 4-3-3 maniacale, lo stesso che ha provato a far digerire ai suoi giovani nell’Under 21.
L’undici tipo, con tutti gli azzurrini a disposizione, vedrebbe Donnarumma tra i pali – una sicurezza fuori quota, quasi un lusso per una squadra sperimentale. La linea difensiva sarebbe composta da Palestra, Comuzzo, Chiarodia e Bartesaghi: quattro nomi che dicono poco al grande pubblico, ma che Baldini ha plasmato personalmente. A centrocampo spazio a Pisilli, Lipani e Ndour, tre profili dinamici più votati alla corsa che alla regia pura. Il tridente d’attacco, infine, è quello che fa più sognare: Fini a destra, Koleosho a sinistra e al centro Pio Esposito, il bomber su cui molti osservatori hanno già puntato l’occhio per il futuro.
Le amichevoli della tristezza diventano un laboratorio
Quelle con Lussemburgo e Grecia, definite da più parti “le amichevoli della tristezza” proprio per la mancanza di un appuntamento iridato, si trasformano così in un laboratorio atipico. Per Baldini rappresentano un’audizione a cielo aperto: lui sa che difficilmente resterà sulla panchina della Nazionale maggiore una volta che la Figc avrà trovato un nome nuovo, ma proprio per questo ha tutto l’interesse a far bene, a mostrare un’identità, a far vedere che il vivaio italiano non è così spoglio come si tende a credere. Dall’altra parte, i giovani chiamati in causa hanno una motivazione elementare e potentissima: farsi notare, guadagnarsi una maglia anche per il futuro, magari convincere qualche osservatore in tribuna.
Donnarumma, in questo quadro, fa da collante. Non è solo un portiere, è il simbolo di una generazione che ha preso abbastanza schiaffi da dover reagire con i fatti, non con le parole. La sua telefonata a Baldini ha un peso specifico che va oltre la singola amichevole: è un segnale inviato a tutto l’ambiente, un modo per dire che la nazionale, anche quando non gioca niente di ufficiale, merita rispetto e presenza.
Due ex viola e un’occasione da non sprecare
Tornando ai nomi, l’attenzione si concentra inevitabilmente sui due ex giocatori della Fiorentina che compaiono nell’elenco della rosea. Non vengono rivelati i dettagli delle loro attuali collocazioni, ma la loro presenza suggerisce come Baldini voglia premiare chi ha già dimostrato carattere in piazze esigenti. Per loro, così come per i due viola ancora in forza alla squadra di Franchi, l’appuntamento di giugno è un’opportunità concreta per scalare le gerarchie in vista dei prossimi impegni.
Nessuno, ovviamente, può prevedere se questo esperimento attecchirà o se resterà un semplice episodio di transizione. Quel che è certo è che Baldini ha le idee chiare: non chiederà ai suoi ragazzi di strafare, ma di esprimere quel 4-3-3 che conoscono a memoria. E avere Donnarumma dietro, tra i pali, permette a tutti di sbagliare con un po’ meno paura. Per molti italiani queste partite resteranno inutili, è vero. Per Pio Esposito, per i due viola e per tutti gli altri azzurrini, invece, sono il momento più importante dell’anno.




