La Sartiglia dei Contadini, quattordici stelle e l'ombra di un cavallo morto
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Redazione Interno
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La domenica di Carnevale ha restituito a Oristano il suo rito più antico, quello della Sartiglia del Gremio dei Contadini, e lo ha fatto con il conto, preciso e inappellabile, di quattordici stelle centrate in via Duomo. Davanti a migliaia di spettatori assiepati oltre le transenne, una folla che non ha voluto rinunciare allo spettacolo nonostante le nubi, l'una dopo l'altra le Pariglie hanno corso, e i cavalieri si sono lanciati nella corsa alla stella. Tra loro, a emergere con la forza di chi la giostra la conosce e la domina, sono stati Cristian Sarais e Ilaria Rosa, su segundu e sua moglie, entrambi capaci di infilare la spada nel foro e regalare, come si usa dire, una stella alla propria corsa e un motivo di brindisi in più alla propria famiglia. E se il loro è stato un successo doppio, e per questo più dolce, un'altra amazzone, Elisabetta Sechi, ha voluto ricordare a tutti che la bravura non ha genere, e lei che di corse ne ha già vinte, in passato, da capocorsa, ha infilato la sua quinta stella personale della giornata, confermandosi tra le protagoniste.
Se la sfida con la stella di legno ha regalato queste soddisfazioni, l'andamento delle pariglie in via Mazzini, invece, non ha entusiasmato. I cosiddetti “ponti volanti”, le acrobazie dei cavalieri che si sollevano in sella e intrecciano le loro traiettorie, non hanno sprigionato la consueta carica, e la sensazione, tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori, era che la prudenza, in questa prima uscita, abbia avuto la meglio sullo slancio. I cavalli stessi, molti dei quali non hanno ancora una confidenza totale con il tracciato urbano e con il fragore della folla, hanno corso con una certa cautela, e la gestione delle energie, in vista della seconda e decisiva giornata di martedì affidata al Gremio dei Falegnami, è apparsa la priorità per molti dei 114 cavalieri sfilati dietro al componidori Daniele Mattu. Una partenza potente, quella della mattina, aveva fatto sperare in una giornata trascinante, ma il ritmo è calato, lasciando spazio a una esibizione più guardinga.
Eppure, a rendere questa edizione 2026 diversa dalle altre, non è stato solo il ritmo altalenante delle pariglie o il numero delle stelle, pur ragguardevole. Settimane di discussioni, timori e interpretazioni del decreto Abodi, quello che avrebbe imposto l'uso di caschetti protettivi incompatibili con la maschera tradizionale, avevano tenuto col fiato sospeso organizzatori e cittadini, e alla fine la tradizione ha trovato una quadra, salvaguardando l'identità del rito. Ma la festa, si sa, quando si mescola con i cavalli e con l'emozione di una carica in una via stretta, può trasformarsi in un attimo in dramma. Due cavalieri sono finiti a terra nel corso delle esibizioni, uno in via Duomo e un altro in via Mazzini, e per loro, come da prassi, è scattato immediato il soccorso, con il secondo che è stato accompagnato al pronto soccorso per accertamenti, riportando solo alcune contusioni. La botta più dura, però, è arrivata dalla sfilata: un cavallo, probabilmente stroncato da un infarto, è caduto a terra ed è morto. Un evento che getta un'ombra lunga sulla giornata, e che i veterinari, intervenuti subito, non hanno potuto evitare, lasciando lo staff e il cavaliere che lo montava, visibilmente scosso, nell'amarezza di una perdita che nulla ha a che vedere con la dinamica della giostra ma che alla giostra appartiene, suo malgrado, come il rischio più oscuro e imprevisto.




