La Candelora accende la Sartiglia, ma il dibattito sulla sicurezza resta aperto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel cuore di Oristano, mentre le prime luci dell’alba sfioravano le chiese di San Giovanni dei Fiori e la Cattedrale, si è consumato questo lunedì 2 febbraio uno dei riti più carichi di significato per la città. La festa della Candelora, che segna tradizionalmente il passaggio delle consegne, ha visto i gremi dei Contadini e dei Falegnami investire ufficialmente dell’incarico i loro cavalieri. Dopo le messe celebrate all’alba, i momenti culminanti si sono susseguiti in un crescendo di emozioni: in via Nuoro, ad esempio, il presidente del gremio dei Falegnami ha consegnato il cero benedetto al componidore Graziano Pala, che guiderà la corsa del martedì grasso assieme ai suoi compagni di pariglia. Un’atmosfera di sospensione, quasi una bolla fuori dal tempo, ha avvolto per un giorno l’intero mondo della Sartiglia, permettendo di concentrarsi solo sulla bellezza di gesti antichi e sulla solennità di un’investitura che lega il cavaliere alla sua Corporazione e alla città intera.

Il nodo della sicurezza: il decreto Abodi e la posizione della Prefettura

Proprio nel giorno dedicato alla tradizione più pura, però, è tornato a farsi sentire con forza il dibattito sulle norme di sicurezza. La Prefettura ha infatti ritenuto necessario ribadire, in vista dell’appuntamento, «la necessità del pieno rispetto delle prescrizioni contenute nel cosiddetto decreto Abodi», che renderebbero obbligatori per i cavalieri l’uso del casco e del corpetto protettivo durante le corse. Una presa di posizione netta, che arriva a chiarire pubblicamente la questione dopo che i cavalieri, uniformandosi a un parere legale commissionato dal Comune, avevano espresso la volontà di eseguire le prove e la corsa senza quelle protezioni. La divergenza di vedute, che riguarda l’interpretazione stessa delle norme, pone la manifestazione in una sorta di limbo regolamentare, in attesa di eventuali e ulteriori chiarimenti dagli organi competenti.

L'organizzazione pratica: l'assegnazione degli spazi commerciali

Accanto alle questioni cerimoniali e di sicurezza, procede intanto il lavoro amministrativo per organizzare l’evento. Il Comune di Oristano ha recentemente approvato la graduatoria per l’assegnazione dei posteggi destinati agli operatori commerciali che animeranno le vie durante la Sartiglia. Gli spazi pubblici disponibili, in numero limitato, saranno assegnati ai primi 122 operatori in lista, i quali saranno convocati nei prossimi giorni per la definizione formale della loro collocazione. Si tratta di un passaggio logistico fondamentale, che contribuisce a disegnare il volto della festa nelle sue componenti più visibili e frequentate dal pubblico, bilanciando le esigenze di tradizione, spettacolo e commercio.

Un evento sospeso tra rito e regolamento

La Sartiglia si conferma così un organismo complesso, dove ogni gesto simbolico, come la consegna di un cero, convive con intricate questioni normative e con la macchina organizzativa di una grande manifestazione. L’investitura dei componidori, che oggi ha regalato attimi di intensa partecipazione, rappresenta solo il primo passo verso l’apice delle corse. Il percorso che porta alla stella, tuttavia, è oggi segnato anche da interrogativi pratici che attendono risposte, in un dialogo continuo tra la salvaguardia di un patrimonio immateriale unico e l’applicazione di leggi nazionali che mirano a garantire l’incolumità dei partecipanti. La città, nel suo insieme, osserva e partecipa, conscia che la vitalità della tradizione passa anche attraverso la capacità di navigare le sfide del presente.

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