Giulia De Lellis e l’incubo senza fine: «Dal 2023 sono vittima di stalking, hanno violato la privacy di mia figlia neonata»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ci sono momenti, nella vita di chi è costantemente sotto i riflettori, in cui il confine tra il diritto alla cronaca e la semplice persecuzione personale si assottiglia fino a scomparire. Eppure, la vicenda che ha spinto l’influencer e imprenditrice Giulia De Lellis a rompere un silenzio durato tre anni sembra aver varcato quella linea sottile già da molto tempo, trasformandosi in un vero e proprio calvario giudiziario e umano che non ha risparmiato nemmeno la figlia appena nata. È attraverso un lungo messaggio pubblicato nelle sue storie Instagram, rivelatosi più simile a un atto d’accusa che a un semplice sfogo, che la trentenne ha deciso di raccontare i dettagli di una persecuzione sistematica iniziata nel lontano 2023, quando l’ossessione per la sua vita privata ha ceduto il passo a comportamenti che la stessa De Lellis non ha esitato a definire come stalking, diffamazione e continue violazioni della sua sfera privata e, aggiunge con amarezza, di quella della sua famiglia.
La macchina della giustizia e il muro degli attacchi
Lontana dall’essere una semplice denuncia social dettata dall’emotività del momento, la ricostruzione fornita dall’influencer rivela un iter legale già ben avviato e costellato da sviluppi processuali concreti. A differenza di quanto accade in molti casi di presunti attacchi online, qui la De Lellis ha specificato di essersi già rivolta alle autorità competenti nel corso di questi anni, dando vita a diverse azioni legali che hanno prodotto risultati tangibili; le indagini, come ha tenuto a precisare, hanno infatti confermato la fondatezza delle accuse, portando al conseguente rinvio a giudizio dell’imputato. Un passaggio, quest’ultimo, che testimonia come la persecuzione – che la vede protagonista insieme ad altre colleghe come Chiara Nasti e Carolina Stramare – non sia frutto di una percezione amplificata dai social, ma di condotte che lo Stato ha ritenuto meritevoli di sanzione penale. Nonostante i procedimenti pendenti davanti all’Autorità Giudiziaria e le pesanti conseguenze legali per chi si cela dall’altra parte dello schermo, però, la situazione non solo non si è arrestata, ma ha subito una preoccupante escalation. Se da un lato Giulia ha potuto tirare un sospiro di sollievo per i suoi familiari più stretti – nei cui confronti le accuse mosse si sono già concluse con una piena e definitiva assoluzione – dall’altro lato l’odio del presunto molestatore sembra essersi concentrato con ferocia sulla sua nuova e più fragile vulnerabilità: la maternità.
Il post parto violato: i dati della piccola Priscilla
Il racconto assume i contorni del grottesco e del doloroso quando la De Lellis arriva a descrivere l’episodio che definisce “tra i più scioccanti” dell’intera vicenda, relegando il gossip spicciolo in secondo piano. Diventata madre della piccola Priscilla, nata dalla relazione con il rapper Tony Effe, l’influencer si è vista sottrarre l’intimità di un momento irripetibile come il parto. In un atto che lei stessa fatica a razionalizzare, sono stati diffusi online dati e informazioni sanitarie estremamente sensibili riguardanti la neonata, ottenuti e divulgati senza alcuna autorizzazione come se si trattasse di un normale scambio di informazioni pubbliche. “Parliamo di una bambina”, ha scritto a chiare lettere De Lellis, cercando di riportare l’attenzione su un fatto elementare che il suo persecutore sembra aver dimenticato: dati privati legati alla nascita di una minore sono stati esposti pubblicamente mentre lei era ancora in ospedale, nel bel mezzo del post parto. È l’attacco a ciò che la natura avrebbe dovuto rendere più sacro, la violazione di un’area della vita che nemmeno la fama più travolgente può giustificare, e che ha spinto la donna a chiedere pubblicamente che questa persona venga fermata, non solo per sé stessa ma perché, come ha sottolineato, non è stata né la prima né l’unica vittima di questo genere di abusi.
Il polverone social e le responsabilità nel mondo del gossip
Mentre il mondo del gossip italiano è in subbuglio per questo durissimo scontro che vede in prima linea anche Chiara Nasti e Carolina Stramare, dall’altra parte della barricata il presunto responsabile – nell’ambiente identificato nel blogger Alessandro Rosica – ha già avuto modo di ribattere usando gli stessi canali, definendo le accuse gravissime una mera “calunnia”. La sua replica, però, lungi dal placare gli animi, ha introdotto nuovi elementi di tensione, sostenendo di avere le prove per dimostrare la propria estraneità e alzando ulteriormente il livello di un conflitto che ormai è diventato un caso mediatico. Quel che emerge con chiarezza, al netto delle reciproche accuse che spetterà ai giudici dirimere, è il racconto di una persona pubblica che rivendica il diritto di vivere la maternità lontano dai riflettori criminali. “Essere un personaggio pubblico non autorizza nessuno a oltrepassare ogni limite morale e legale”, ha sancito la De Lellis, rigettando l’idea che la notorietà equivalga a una delega in bianco per calpestare la dignità altrui e ricordando che, al di là dei like e dei follower, esistono leggi e, soprattutto, esiste una bambina innocente.




