Omicidi di Villa Pamphilj, la procura chiede il giudizio immediato per Kaufmann
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Redazione Interno
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La procura di Roma ha formalmente richiesto il giudizio immediato per Francis Kaufmann, l'uomo accusato di aver ucciso, lo scorso giugno nel parco di Villa Pamphilj, la compagna Anastasia Trofimova e la loro figlia Andromeda, che aveva appena compiuto quattordici mesi. Una richiesta, quella del pm Antonio Verdi, che accelera il percorso della giustizia verso un processo, il quale, se il tribunale accoglierà la richiesta, si celebrerà senza il passaggio preliminare dell'udienza. I corpi senza vita delle due vittime, come emerso dalle indagini, furono rinvenuti all'interno dell'area verde della Capitale, distanti pochi metri l'uno dall'altro, in una scena che ha sconvolto l'opinione pubblica per la sua efferatezza.
Le accuse contestate all'imputato
All'imputato, un 46enne di nazionalità statunitense, vengono contestate accuse gravissime, che delineano una dinamica di violenza inaudita. Oltre al duplice omicidio aggravato, la procura – in un atto che concentra l’intera vicenda in capi d’imputazione precisi – contesta anche il reato di occultamento di cadavere. A rendere ancor più pesante la posizione di Kaufmann, che ora rischia l’ergastolo, sono le specifiche aggravanti allegate alla richiesta di giudizio: i cosiddetti motivi futili e abietti, la minorata difesa delle vittime, il legame affettivo che lo univa alla compagna e, per quanto riguarda la piccola Andromeda, il vincolo di discendenza.
La dinamica del duplice femminicidio
La ricostruzione dei pm, che si basa sulle prove raccolte nel corso dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, tratteggia una successione di eventi luttuosi. Secondo l’accusa, Kaufmann avrebbe prima soffocato Anastasia Trofimova, privandola della vita. Soltanto alcune ore dopo, in un gesto di inimmaginabile crudeltà, avrebbe posto fine anche all’esistenza della figlioletta, strangolandola. Due modalità violente, sebbene diverse tra loro, che hanno spezzato due esistenze in un’unica, tragica notte, lasciando una ferita aperta nella città.
Il percorso giudiziario che si avvia
Con la richiesta di giudizio immediato, il caso giudiziario entra ora in una fase decisiva, in attesa che il tribunale si esprima sulla richiesta dell’ufficio di piazzale Clodio. La scelta di procedere per questa via, evitando le tappe intermedie, indica come l’accusa ritenga di disporre di un quadro probatorio già solido e definitivo. L’iter, dunque, potrebbe condurre in tempi relativamente rapidi alla celebrazione di un processo che dovrà accertare le responsabilità penali per uno dei femminicidi più drammatici degli ultimi anni.




