Concordato preventivo biennale, nuove regole e sanzioni
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Redazione Economia
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Il concordato preventivo biennale, introdotto dal Decreto Omnibus e recentemente modificato dal decreto correttivo 108/2024, rappresenta un'importante novità nel panorama fiscale italiano. Secondo gli articoli 20 e 31 del Dlgs 13/2024, l'acconto delle imposte sui redditi per i periodi d'imposta oggetto del "patto fiscale" è determinato secondo le regole ordinarie, ma tenendo conto dei redditi concordati. Questa misura, se da un lato offre vantaggi e privilegi a chi decide di aderire, dall'altro comporta rischi significativi per chi sceglie di rimanerne fuori.
Il legislatore, applicando la filosofia del bastone e della carota, ha previsto un inasprimento delle sanzioni per i contribuenti che non aderiscono al concordato preventivo biennale. La conversione in legge del Decreto Omnibus ha introdotto, oltre al ravvedimento speciale, un aumento del rischio di sanzioni in caso di mancata adesione. Questo ha sollevato preoccupazioni tra i commercialisti italiani, che, guidati da Elbano de Nuccio, hanno chiesto al governo una proroga del termine del 31 ottobre per l'accettazione della proposta e la presentazione delle dichiarazioni.
De Nuccio ha sottolineato l'importanza di un rinvio, ricordando che numerose segnalazioni di contribuenti e professionisti hanno evidenziato l'inadeguatezza del termine del 31 ottobre per l'accettazione della proposta e la trasmissione delle dichiarazioni all'Agenzia delle Entrate. In risposta a queste preoccupazioni, l'Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Aversa ha organizzato un evento presso la propria sede per approfondire il tema del concordato biennale preventivo e il suo impatto sui rapporti con l'Agenzia delle Entrate.
Durante l'evento, è emerso che i commercialisti possono dare un contributo significativo al sistema produttivo, e che il concordato preventivo biennale potrebbe rappresentare uno strumento importante per aumentare i fatturati di molte aziende.




