L’Ecuador firma l’impresa al MetLife: Germania battuta in rimonta, La Tri torna ai sedicesimi dopo 20 anni
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Redazione Sport
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L’Ecuador ha compiuto l’impresa più grande della sua fase a gironi, superando la Germania per 2-1 al MetLife Stadium di East Rutherford e conquistando un posto tra le migliori terze classificate, che vale l’accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Un successo di prestigio che interrompe un digiuno lungo nove partite contro le nazionali europee e che regala a La Tri il ritorno alla fase a eliminazione diretta dopo vent’anni, una qualificazione che sembrava quasi impossibile dopo le prime due uscite del girone.
La partita: gol lampo e reazione immediata
L’avvio di gara aveva messo subito in salita i piani della squadra di Sebastián Beccacece. La Germania, già certa del primo posto nel Gruppo E, era passata in vantaggio dopo appena due minuti: Aleksandar Pavlovic aveva recuperato il pallone su Pedro Vite, in un contrasto che aveva scatenato le proteste degli ecuadoriani per un contatto del piede del tedesco sul volto dell’avversario, ma la direttrice di gara Tori Penso e il VAR avevano convalidato la rete, con Florian Wirtz a servire Leroy Sané per il facile tap-in. La reazione della Tricolor è stata però immediata.
Al 9°, Nilson Angulo ha raccolto il pallone al limite dell’area e ha scoccato un destro potentissimo che si è infilato alle spalle di Manuel Neuer, firmando il pareggio e il primo gol ecuadoriano in questo Mondiale.
La svolta del secondo tempo e l’urlo di Plata
La ripresa si era aperta con un brivido per l’Ecuador, quando al 46° era stato concesso un calcio di rigore alla Germania per un contatto su Kai Havertz. L’intervento del VAR, però, ha ribaltato la decisione, rilevando un fallo precedente di Sané proprio su Vite e salvando così gli uomini di Beccacece. Dopo un’occasione sprecata da Gonzalo Plata al 73°, che aveva calciato a lato da distanza ravvicinata, lo stesso attaccante si è riscattato cinque minuti più tardi.
Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Kevin Rodriguez ha deviato il pallone al centro dell’area e Plata, con un tocco di punta, ha anticipato Neuer per firmare il gol del sorpasso e della storica qualificazione.
La festa a Times Square e la proclamazione del giorno festivo
Gli spalti del New York/New Jersey Stadium si erano trasformati in un mare giallo, con i tifosi ecuadoriani che hanno sostenuto la squadra dall’inizio alla fine, quasi a voler ripetere i cori sentiti la sera prima a Times Square, dove centinaia di fan si erano radunati per caricare la nazionale. La convinzione nel passaggio del turno era palpabile, e il risultato ha premiato questa fiducia. La vittoria ha avuto un’eco tale da spingere il presidente dell’Ecuador, Daniel Noboa, a proclamare un giorno festivo nazionale per venerdì 26 giugno.
Sul suo account ufficiale, il capo dello Stato ha ringraziato la squadra per il successo ottenuto nonostante "le critiche, gli insulti e i momenti difficili", concludendo con l’annuncio: "Domani, giorno festivo! Viva l'Ecuador".
Un’impresa che vale la fase a eliminazione diretta
Con questo risultato, l’Ecuador chiude il Gruppo E al terzo posto con 4 punti, qualificandosi come una delle otto migliori terze. La Germania, nonostante la sconfitta, mantiene il primato con 6 punti, seguita dalla Costa d’Avorio, anch’essa a 6, che si aggiunge al tabellone dei sedicesimi.
Per la nazionale di Beccacece, invece, si tratta del primo successo in questo Mondiale e del ritorno alla fase a eliminazione diretta dopo l’edizione del 2006, un risultato che porta la firma dei suoi protagonisti e che resterà impresso nella storia del calcio ecuadoriano.




