Mondiali, l'Ecuador batte la Germania e si qualifica ai sedicesimi di finale

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte del MetLife Stadium si tinge di giallo, e non potrebbe essere altrimenti: l'Ecuador, contro ogni pronostico, firma la sua impresa più bella. La nazionale di Sebastián Beccacece ha ribaltato la Germania con un 2-1 che sa di miracolo sportivo, conquistando così un posto tra le migliori terze e l'accesso ai sedicesimi di finale del Mondiale 2026. Per la "Tri" si tratta di un risultato storico, che interrompe un digiuno di vittorie contro squadre europee che durava da nove partite.

Dall'altra parte, i tedeschi di Julian Nagelsmann, già certi del primato nel Gruppo E, hanno pagato un approccio troppo morbido, interrompendo anche la loro striscia di undici vittorie consecutive.

L'avvio shock della Germania e la pronta reazione ecuadoriana

L'inizio della partita sembrava aver preso una piega dolorosa per i sudamericani. Dopo appena due minuti, Leroy Sané ha raccolto un assist di Florian Wirtz e, con un sinistro chirurgico, ha battuto il portiere Hernán Galíndez per il vantaggio tedesco. Sull'azione, però, si sono subito scatenate le polemiche: un duro contrasto di Aleksandar Pavlovic su Pedro Vite è finito sotto la lente del Var, ma l'arbitra Tori Penso ha convalidato la rete, scatenando le ire della panchina di Beccacece e l'incredulità dei tifosi.

Eppure, l'orgoglio della "Tri" ha avuto la meglio sulla frustrazione. Al nono minuto, una ripartenza fulminea ha permesso a Nilson Angulo di trovare lo spazio per un destro da fuori area che ha sorpreso Manuel Neuer, ristabilendo immediatamente la parità. Un gol pesantissimo, il primo della squadra in questo mondiale, che ha restituito speranza a una tifoseria che ha riempito gli spalti del New Jersey.

La trama del secondo tempo: rigore revocato e colpo di scena finale

La ripresa si è aperta con un altro episodio arbitrale destinato a far discutere. Un fallo di Joël Ordóñez su Kai Havertz ha convinto inizialmente l'arbitro ad assegnare un rigore alla Germania. Tuttavia, dopo la revisione al monitor, il Var ha ravvisato un fallo precedente di Sané su Vite, e la decisione è stata clamorosamente revocata. L'Ecuador ha preso coraggio da questo verdetto, iniziando a spingere con maggiore convinzione.

La Germania, spenta e poco incisiva, ha progressivamente abbassato il baricentro, subendo la pressione di un avversario che aveva fame di qualificazione. Beccacece ha gettato nella mischia forze fresche, e i frutti sono arrivati al 77': su un calcio d'angolo battuto da Vite, il subentrato Kevin Rodríguez ha prolungato di testa e Gonzalo Plata ha messo la punta del piede per l'1-2 che ha fatto esplodere la panchina e il popolo ecuadoriano.

Una vittoria che vale la storia e i numeri della qualificazione

Il forcing finale della Germania, abulica e in cerca di un inutile pareggio, non ha sortito effetti. L'Ecuador ha difeso il vantaggio con ordine e rabbia, conquistando tre punti che valgono l'approdo alla fase a eliminazione diretta dopo un ventennio. Con quattro punti, la squadra di Beccacece si è issata tra le migliori terze, rendendo vano il primo posto della Germania, che resta saldamente in testa al Gruppo E con i sei punti conquistati nelle precedenti partite.

Una serata perfetta per la "Tri", completata dalla contemporanea vittoria della Costa d'Avorio su Curaçao, che ha sancito il secondo posto degli africani e la qualificazione di entrambe. Per i tedeschi, la sconfitta è solo una macchia su un cammino che prosegue, ma il dito puntato di Nagelsmann verso la sua squadra racconta tutto il rammarico per una prestazione sotto tono.

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