Stellantis entra nella Wcm Association, Filosa riporta in azienda il metodo di Marchionne
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Redazione Economia
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Può sembrare paradossale, eppure è accaduto: Stellantis, per anni, ha tenuto le distanze dal World Class Manufacturing, quel sistema di gestione della produzione che Sergio Marchionne, con una lungimiranza che solo oggi appare in tutta la sua evidenza, aveva impiantato dentro Fiat come un nuovo DNA industriale. Una scelta, quella di restare fuori, che agli osservatori più attenti era apparsa fin dall’inizio difficilmente comprensibile, visto che i risultati – in termini di riduzione degli sprechi, incremento della qualità e ottimizzazione dei cicli – parlavano chiaro e avevano trasformato gli stabilimenti italiani ed esteri del gruppo in modelli di efficienza. Con l’addio di Carlos Tavares, però, il vento è cambiato; al suo posto, alla guida del gigante automobilistico, siede oggi Antonio Filosa, un manager che quel metodo lo ha respirato giorno dopo giorno, cresciuto professionalmente proprio all’ombra dell’ingegnere italo-canadese e dunque perfettamente consapevole del valore di un’eredità che non può essere dispersa.
L’ingresso nella WCM Association e il voto unanime del consiglio direttivo
Il 13 maggio 2026 segna una svolta concreta: Stellantis è entrata ufficialmente nella World Class Manufacturing Association, l’organismo internazionale che riunisce le realtà industriali più avanzate nel campo del miglioramento continuo. La richiesta, presentata direttamente da Filosa, ha ottenuto l’approvazione unanime del consiglio direttivo dell’associazione, un segnale che la comunità tecnica globale accoglie con favore il ritorno di un attore pesante come il gruppo automobilistico anglo-italiano. Nessuna formalità burocratica, insomma, ma un’adesione che ha il peso specifico di una scelta strategica: dentro la Wcm Association, Stellantis non si limiterà a osservare le best practice, ma parteciperà attivamente ai gruppi di lavoro, contribuendo – come si legge nei documenti ufficiali – allo sviluppo di nuove competenze e visioni per gli impianti del futuro.
L’obiettivo: meno sprechi, più qualità, fabbriche efficienti
Tradotto in termini operativi, cosa cambierà? L’ingresso nella Wcm Association serve a blindare un percorso che in molti stabilimenti Stellantis non era mai stato del tutto abbandonato, ma che ora riceve una legittimazione e una spinta supplementari. Ridurre gli sprechi – di tempo, materiali, energia –, aumentare la qualità dei prodotti finiti e rendere le linee produttive più reattive e flessibili: questi i pilastri che il World Class Manufacturing mette al centro della sua filosofia. Filosa, che già nei primi mesi del suo mandato aveva fatto intendere di voler ricucire il rapporto con il sistema pensato da Marchionne, punta ora a estendere quella cultura a tutta la galassia produttiva del gruppo, dai grandi impianti italiani come Cassino e Melfi fino alle fabbriche brasiliane e statunitensi.
Torino aggiunge un tassello alla mappa globale dell’industria
Torino, va ricordato, è storicamente una delle capitali europee della produzione manifatturiera, e l’ingresso di Stellantis nella Wcm Association aggiunge un tassello pesante a quella mappa. Non si tratta di un’operazione di immagine: l’adesione comporta audit periodici, formazione condivisa, e la possibilità di certificare gli stabilimenti secondo standard riconosciuti a livello mondiale. Per gli operai e i quadri intermedi, ciò significa un aggiornamento continuo delle competenze; per la dirigenza, un metro di paragone costante con le eccellenze del settore, dalla Toyota alla Bosch. In un mercato automobilistico dove i margini si assottigliano e la competizione è spietata, ogni decimo di secondo guadagnato sul ciclo produttivo si traduce in un vantaggio competitivo non trascurabile. Filosa, riportando in dote il metodo che aveva fatto scuola, prova a scrivere un nuovo capitolo – stavolta dentro l’associazione che quel metodo l’ha codificato e lo promuove nel mondo.




