Sonno, addormentarsi troppo in fretta è un campanello d'allarme

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Contrariamente a quanto si è portati a credere, addormentarsi in pochi secondi non è affatto indice di un sonno efficiente e di buona qualità. È piuttosto, come spiega il neurologo Valerio Brunetti del Centro di Medicina del Sonno del Policlinico Gemelli di Roma, un segnale da non sottovalutare, un campanello d'allarme che il corpo invia quando la privazione di riposo ha raggiunto livelli critici. L'organismo, spinto da un'estrema necessità fisiologica, cede al sonno in modo quasi immediato, rivelando così uno stato di debito cronico che nulla ha a che fare con la salute.

La sonnolenza diurna, un fenomeno diffuso

La sonnolenza che persiste durante il giorno, con quel desiderio costante di appisolarsi e una spossatezza che si fa sentire già dalle prime ore serali, interessa una fetta consistente della popolazione. Secondo i dati emersi dall'indagine "Plus" condotta dall'Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche, a soffrirne è circa un italiano su tre; tra questi, più della metà è affetto da un disturbo del sonno clinicamente riconosciuto, che si tratti di insonnia, di risvegli frequenti e frammentati o delle pericolose apnee notturne. Una condizione, quest'ultima, che oltre a compromettere la qualità del riposo espone a rischi cardiovascolari non indifferenti.

I rischi legati alla carenza di riposo

Le conseguenze di un sonno insufficiente o di scarsa qualità vanno ben al di là della semplice stanchezza. Il neurologo Brunetti mette in guardia da un pericolo particolarmente serio, sottolineando come chi dorme poco possa vedere aumentato il proprio rischio di sviluppare patologie neurodegenerative, tra le quali spicca l'Alzheimer. Durante il sonno profondo, infatti, il cervello attiva dei meccanismi essenziali per ripulire le tossine accumulate durante la giornata, meccanismi che, se compromessi, favoriscono l'accumulo di quelle proteine responsabili del declino cognitivo.

Nuove frontiere per la terapia digitale

Di fronte a un problema così pervasivo, le strategie di intervento iniziano a esplorare anche canali innovativi. Lo stesso Brunetti commenta positivamente l'avvento di piattaforme digitali, come la nuova area "Tempo e Benessere" su TikTok, che propongono strumenti per il rilassamento e per ritrovare un corretto ritmo sonno-veglia. La possibilità di accedere a una forma di terapia cognitivo-comportamentale in formato digitale, magari attraverso applicazioni dedicate, rappresenta un'opportunità concreta per raggiungere una platea molto più ampia di persone, alcune delle quali potrebbero non rivolgersi mai a uno specialista tradizionale. Si tratta di uno strumento complementare che, sebbene non possa sostituire un percorso medico in casi gravi, offre un primo importante approccio alla gestione di un bisogno fondamentale.

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