La guerra in Iran e il conto da 29 miliardi per famiglie e imprese italiane

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il conflitto in Medio Oriente, allargatosi nelle ultime settimane con il diretto coinvolgimento dell’Iran, continua a riversare i suoi effetti più perversi — come spesso accade in queste crisi — non solo sui campi di battaglia, ma anche sulle tasche dei cittadini europei. L’Italia, va detto, non fa eccezione: un’analisi dell’Ufficio studi della Cgia ha quantificato in quasi 29 miliardi di euro l’esborso aggiuntivo che famiglie e imprese del nostro paese dovranno sostenere entro la fine dell’anno. Una cifra, questa, che fotografa senza possibilità di appello l’entità dello “shock energetico” generato dalle ostilità.

Benzina e diesel nel mirino: 13,6 miliardi di extra costo

La fetta più sa di questa stangata, pari a 13,6 miliardi di euro, grava sui carburanti: benzina e diesel registrano un rincaro medio del 20,4 per cento rispetto all’anno precedente. Un incremento che, tradotto in termini concreti, significa per chiunque utilizzi l’auto per lavoro o per necessità quotidiane un’emorragia di risorse difficile da arginare. A seguire, la bolletta dell’energia elettrica lievita di 10,2 miliardi (+12,9 per cento), mentre il gas, nonostante la stagione mite e le scorte ancora discrete, peserà per 5 miliardi addizionali (+14,6 per cento). Tre voci, tre capitoli di spesa che compongono un puzzle davvero opprimente per il bilancio domestico.

Costantini (Cna): “Mille euro in più a famiglia, per chi ha due figli e due auto si superano i 1.500”

Dario Costantini, presidente della Cna, ha messo nero su bianco l’impatto diretto su chi abita e consuma in questo paese: “Il caro energia ha un impatto di oltre 1.000 euro all’anno per una famiglia tipo”. L’aggravio, spiega ancora Costantini, diventa però ben più pesante per i nuclei con due figli e due auto, nei quali la combinazione di bollette, carburanti e generi alimentari produce un sovraccosto che supera agevolmente i 1.500 euro annui. Un dato, quest’ultimo, che restituisce l’idea di quanto la geografia dei conflitti lontani riesca a riscrivere, senza alcuna mediazione, le priorità di spesa quotidiane.

Stangata fino a 1.300 euro nel 2026: l’allarme di Cna Piemonte e Cgia

A rendere il quadro ancora più teso è la proiezione verso i prossimi mesi: secondo uno studio elaborato da Cna Piemonte, che riprende le stime nazionali della Cgia, l’aggravio complessivo per le famiglie italiane potrebbe toccare quota 1.300 euro in più nel corso del 2026. Questo, naturalmente, se i prezzi di petrolio e gas resteranno ai livelli record raggiunti di recente, alimentati dalle tensioni belliche e dalle rappresaglie che hanno coinvolto direttamente le infrastrutture energetiche nella regione del Golfo. Ne ha parlato anche il ministro dell’Agricoltura, Lollobrigida, annunciando un incontro con la distribuzione organizzata per cercare di arginare le ricadute sui prezzi al dettaglio, ma senza per ora offrire misure strutturali.

Nessuna ipotesi di intervento concreto — va detto — è ancora stata formalizzata dal governo. E intanto, tra un pieno di carburante e una bolletta della luce che non accenna a calare, la pressione sul potere d’acquisto degli italiani torna a essere quella dei periodi più bui della crisi energetica scatenata due anni fa dalla guerra in Ucraina. Con una differenza, non secondaria: questa volta il fronte caldo è un altro, e si chiama Iran.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.