Il conto salato di luce, gas e benzina: 29 miliardi che pesano su famiglie e imprese

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il dato, per quanto atteso, non smette di suonare come un macigno. Quasi 29 miliardi di euro, stando alla ricostruzione dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, è la cifra che italiani e aziende si troveranno a sborsare entro la fine dell’anno per tenere accesi i riscaldamenti, muovere i mezzi e far funzionare i macchinari. Un’eredità pesante, quella dello shock energetico scoppiato dopo l’inizio del conflitto nel Golfo Persico, che continua a riverberarsi sui conti correnti ben oltre le dinamiche contingenti del mercato globale.

La scomposizione del rincaro: carburanti in testa, poi elettricità e gas

Dalla fotografia scattata dagli artigiani mestrini emerge una gerarchia precisa dei rincari. La fetta più sostanziosa – 13,6 miliardi – riguarda benzina e diesel, un incremento del 20,4 per cento rispetto ai livelli del 2015. Un balzo che, va detto, incide trasversalmente: non solo sul pieno dell’auto, ma su ogni fase della logistica e quindi sul costo finale di qualsiasi prodotto. Segue l’energia elettrica, con 10,2 miliardi di extra costo (+12,9 per cento) e infine il gas, che pesa per 5 miliardi aggiuntivi (+14,6 per cento). Sommandoli, si raggiunge quella soglia psicologica e concreta dei 29 miliardi che quest’anno rappresenteranno una voce fuori bilancio per molte partite Iva e per i bilanci familiari.

Un’estate sull’orlo del paradosso: vacanze a rischio e consumi in bilico

Che ne sarà, per esempio, delle tradizionali gite fuori porta o delle vacanze on the road, se il costo della benzina dovesse toccare vette capaci di scoraggiare qualsiasi spostamento non strettamente necessario? Le famiglie italiane – già alle prese con un’inflazione che non molla la presa e portafogli sempre più esangui – potrebbero essere indotte a rinunciare anche a quel minimo di svago che l’estate solitamente concede. È un cortocircuito silenzioso, ma dagli effetti concreti, quello che lega il prezzo del greggio al Golfo Persico al gelato sulla spiaggia o alla cena in montagna. Un corridoio energetico, quello dei rincari, che attraversa ogni settore economico senza soluzione di continuità.

L’allarme delle associazioni: mille euro in più a famiglia nel 2026

A lanciare un grido d’allarme ancora più dettagliato è stata, da parte sua, la Cna insieme alla stessa Cgia. Secondo le loro proiezioni – che naturalmente dipendono dall’andamento futuro delle quotazioni di petrolio e gas – il quadro potrebbe aggravarsi ulteriormente. Se i listini rimarranno ancorati ai valori correnti nei prossimi mesi, l’incremento complessivo dei costi per luce, gas, carburanti e beni alimentari tradurrebbe per una famiglia tipo in una spesa aggiuntiva intorno ai mille euro nel corso del 2026. Con punte, per i nuclei con figli e abitudini di consumo più intense, che potrebbero addirittura sfiorare i 1.200.300 euro. Una cifra non certo trascurabile, in un contesto dove i redditi reali arrancano da tempo.

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