Trump minaccia Apple con dazi del 25% e alza la tensione con l’Ue: "iPhone prodotti in Usa o pagherete"

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha rilanciato la sua battaglia commerciale con toni ancora più aggressivi, prendendo di mira Apple e l’Unione europea. In un post pubblicato su Truth Social, ha dichiarato senza mezzi termini che imporrà dazi del 25% sugli iPhone se l’azienda di Cupertino non riporterà la produzione negli Stati Uniti. "Ho già fatto sapere a Tim Cook che mi aspetto iPhones ‘made in America’, non in India o altrove", ha scritto, aggiungendo che, in caso contrario, scatterà una tariffa "minima del 25%". Una mossa che, se concretizzata, potrebbe stravolgere gli equilibri produttivi di Apple, oggi fortemente legati alla Cina ma con piani – già annunciati – di delocalizzare parte della fabbricazione in India entro il 2026.

La minaccia arriva in un momento in cui Trump sta inasprendo la sua retorica protezionista, pronta a colpire anche l’Europa. Dal primo giugno, ha annunciato l’intenzione di applicare dazi del 50% sulle importazioni dall’Ue, una misura che rischia di innescare una nuova guerra commerciale dopo quelle degli anni del suo primo mandato. Se allora furono acciaio e alluminio al centro dello scontro, ora la posta in gioco potrebbe essere ben più alta, con settori come l’automotive e il tecnologico esposti a ripercussioni immediate.

Le parole di Trump hanno già avuto un effetto sui mercati: il titolo Apple ha registrato un calo, segno di come gli investitori temano un’escalation. Quello che il presidente chiede, in sostanza, è una revisione radicale delle catene di approvvigionamento globali, con un ritorno a logiche nazionalistiche che potrebbero costringere le multinazionali a rivedere strategie decennali. Tim Cook, che in passato ha cercato di mantenere un rapporto pragmatico con la Casa Bianca, si trova ora di fronte a una scelta delicata: accettare l’ultimatum o prepararsi a pagare il prezzo di una guerra doganale.

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