L’offensiva russa di primavera secondo Zelensky sarebbe stata sventata, ma i droni continuano a colpire il cuore simbolico di Kiev e le regioni del sud

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La dichiarazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, rilasciata in un’intervista e riportata dalle agenzie, contiene un’affermazione di portata strategica non indifferente: le Forze di difesa di Kiev sarebbero riuscite a neutralizzare quella che lui stesso ha definito come la grande offensiva russa di primavera, un’operazione su larga scala che il Cremlino avrebbe pianificato per questo periodo. Secondo il racconto del capo di Stato, l’esercito invasore avrebbe subìto perdite talmente ingenti, dell’ordine di decine di migliaia di uomini al mese, da dover ridimensionare o addirittura abbandonare i piani per un'avanzata massiccia. Un successo, lo ha definito Zelensky, reso possibile soprattutto dall’impiego massiccio e tecnologicamente avanzato dei droni da parte ucraina, capaci di logorare le colonne corazzate nemiche ancor prima che queste possano dispiegarsi in profondità.

Il simbolo di Maidan violato dai frammenti di un Lancet

Mentre la narrazione politica si concentrava sugli esiti di questa controffensiva, la realtà sul terreno, a Kiev, raccontava però di un'altra verità, fatta di allarme e detriti. Nella mattinata di oggi, 16 marzo, il centro della capitale è stato scosso dalle esplosioni della contraerea entrata in azione per abbattere diversi droni russi avvistati nello spazio aereo cittadino. Le forze di difesa aerea sono intervenute nel quartiere di Obolonsky, e secondo il sindaco Vitali Klitschko alcuni frammenti sono precipitati al suolo. Il dato più rilevante, dal punto di vista simbolico, è che uno di questi resti, presumibilmente appartenente a un drone russo di tipo Lancet-3, è caduto a pochi passi dal Monumento all’Indipendenza in piazza Maidan. Si tratta della prima volta, dall'inizio dell'invasione su vasta scala del 2022, che questo luogo, cuore pulsante delle spinte europeiste e delle rivoluzioni ucraine, viene materialmente colpito dai residuati bellici di un attacco. La parlamentare Maria Mezentseva ha documentato l'accaduto su Telegram, mentre le autorità locali hanno provveduto al recupero dei detriti per le opportune analisi.

La pioggia di Shahed sulle regioni meridionali e l’allarme nella regione di Dnipropetrovsk

L’offensiva aerea della Federazione Russa, d’altronde, non si è affatto arrestata. Anzi, secondo i resoconti delle amministrazioni militari locali, l’intera giornata è stata caratterizzata da una pressione costante lungo tutto il fronte e nelle retrovie. Il capo dell'amministrazione militare di Zaporizhzhia ha riferito di un attacco con droni che ha provocato il ferimento di tre civili: un ragazzo di appena 18 anni e due donne, rispettivamente di 48 e 81 anni, tutti attualmente sottoposti alle cure mediche necessarie. Non è andata meglio nella regione di Dnipropetrovsk, dove le forze russe hanno preso di mira due distretti. Qui, un bombardamento ha causato il ferimento di una donna di 71 anni. Le autorità locali, come Serhiy Lysak a capo dell'amministrazione regionale, hanno più volte lanciato allarmi riguardo l'uso di droni Shahed e di artiglieria pesante contro gli insediamenti civili, con danni che, in molti casi, stanno mettendo a dura prova le già fragili infrastrutture energetiche del paese.

Un attacco in piena ora di punta e la risposta della difesa aerea

La strategia russa, a ben vedere, sembra aver mutato registro anche nelle modalità e nei tempi delle incursioni. Questa mattina, infatti, l’allarme è scattato a Kiev durante l’ora di punta, quando migliaia di cittadini si recavano al lavoro. Le autorità hanno segnalato la presenza di droni nemici nelle vicinanze della capitale e hanno intimato alla popolazione di rimanere nei rifugi. Fonti militari ucraine hanno stimato che fino a trenta droni di tipo Shahed potessero essere stati lanciati con l'obiettivo primario di colpire le infrastrutture energetiche, un classico del periodo invernale. Il sindaco Klitschko, pur confermando la caduta di detriti nella zona centrale, ha tenuto a precisare che, nonostante la violenza dell'attacco, non si registrano né incendi né vittime. Un risultato, questo, dovuto all'efficacia delle difese di terra, che sono riuscite a intercettare la maggior parte dei vettori prima che potessero fare centro sugli obiettivi designati.

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