Mia Ceran: «La felicità è fragile, non va detta. Alla soglia dei 40 ho scoperto il surf»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mia Ceran è tornata alla conduzione di Tv Talk su Rai3, il programma che analizza la televisione e i suoi fenomeni. La nuova stagione è partita sabato 26 settembre alle 15, con una squadra di esperti confermata e alcune novità nel palinsesto. Tra queste, l'esordio di After Talk, uno spazio in cui un singolo ospite viene sottoposto alle domande degli analisti del programma.
La televisione generalista e il mestiere di raccontarla
Rispetto al futuro del piccolo schermo, Ceran non mostra preoccupazione. «Direi che è ancora un panorama imprescindibile e un posto divertentissimo in cui lavorare», ha dichiarato, aggiungendo che la crescita di piattaforme come YouTube e dello streaming è galoppante, ma il declino della televisione generalista non è così drammatico come si pensa. Alla domanda se sia pronta a restare alla guida del programma per altri vent'anni, come fece Massimo Bernardini, ha risposto: «Ci metterei la firma. Anche perché saranno vent'anni in cui la televisione cambierà ancora molto».
Ha poi ricordato un episodio della sua giovinezza romana, quando in quaranta stipati in un micro appartamento guardavano la puntata di Berlusconi ospite da Santoro.
L'incontro con Federico Ferrari e la scaramanzia della felicità
La conduttrice ha parlato anche della sua vita privata, in particolare del compagno Federico Ferrari, manager lontano dal mondo dello spettacolo, e dei loro due figli. L'incontro risale a quando lavorava a Quelli che il calcio. Fu l'amico Federico Russo a invitarla a casa sua per bere qualcosa con il gruppo storico di Mtv. «E in mezzo ci ho trovato questo ragazzo, che mi è piaciuto fisicamente, mai avrei pensato che sarebbe diventato così importante», ha raccontato. Con il tempo la relazione si è rivelata «uno splendido incastro».
Sul sentimento che lega la sua famiglia, Ceran usa la cautela: «Fatico a parlare di felicità, la sento come una cosa talmente fragile che non va neanche detta. Sono un po' scaramantica, voglio proteggere ciò che la vita mi ha donato».
Il surf, la maternità severa e le origini
Tra le passioni recenti c'è il surf, scoperto alla soglia dei quarant'anni. «Nel surf mi sono lanciata senza nessun motivo di pensare che sarei stata brava», ha spiegato, descrivendo il mare come uno spazio in cui cadono le sovrastrutture: «Non sei nessuno, non vieni da una città che ti riconosce, da un lavoro in cui ti sei fatta un nome. Ci sei tu, da sola, in mare per ore». Con il compagno organizza due o tre viaggi all'anno dedicati esclusivamente a questa pratica, con Fuerteventura come meta del cuore.
Sul piano personale, Ceran si definisce una mamma severa, un modello che riconduce all'educazione ricevuta dalla madre, jugoslava, e dal padre tedesco, entrambi innamorati dell'Italia.
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