Israele pronta all'attacco al nucleare iraniano, mentre Trump spinge per l'accordo
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Redazione Esteri
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Fonti dell'intelligence statunitense, citate dalla CNN, hanno rivelato che Israele starebbe ultimando i preparativi per un'operazione militare contro i siti nucleari iraniani. Un attacco di questa portata, definito "imminente" dalle stesse fonti, rischierebbe di far saltare definitivamente i negoziati tra Washington e Teheran, già in bilico nonostante i recenti tentativi di mediazione. L'inviato speciale della Casa Bianca, Steve Witkoff, ha confermato un quinto round di colloqui previsto a Roma, ma le mosse di Tel Aviv potrebbero rendere vane le trattative.
Le tensioni tra Israele e Iran, del resto, non sono mai rientrate. Netanyahu, che da anni denuncia il programma atomico iraniano come una minaccia diretta, sembra ora intenzionato a passare all'azione, complicando la strategia diplomatica di Trump. Se da un lato gli Stati Uniti cercano di evitare un escalation, dall'altro i segnali provenienti da Tel Aviv – spostamento di munizioni, esercitazioni aeree concluse, comunicazioni intercettate – lasciano pochi dubbi sulle intenzioni israeliane.
Un eventuale raid aprirebbe uno scenario imprevedibile, con il rischio concreto di un conflitto regionale. L'Iran, che ha sempre negato di perseguire armi nucleari, potrebbe reagire in modo diretto o attraverso i suoi alleati nella zona, come Hezbollah. Intanto, a Gaza, la notte scorsa si sono registrati nuovi scontri con vittime, ulteriore segnale di un quadro già instabile.
Quello che preoccupa Washington è la possibilità che un attacco unilaterale di Israele possa compromettere ogni spazio di trattativa. Trump, che ha ripetutamente criticato l'accordo sul nucleare iraniano siglato nel 2015, sembra ora intenzionato a trovare un'intesa, ma la mossa di Netanyahu potrebbe costringere gli Usa a prendere posizione. Senza contare che, in caso di operazione militare, Teheran difficilmente resterebbe con le mani legate.




