Prato, niente domiciliari per l’ex sindaca Bugetti: il gip archivia la richiesta dopo le dimissioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ilaria Bugetti, già sindaca di Prato e indagata per corruzione, non sconterà agli arresti domiciliari la misura cautelare richiesta dalla procura antimafia di Firenze. A deciderlo è stato il giudice per le indagini preliminari Alessandro Moneti, il quale ha ritenuto sufficiente – per scongiurare il rischio di inquinamento probatorio – il passo indietro compiuto dalla politica, dimessasi dall’incarico appena scoppiato lo scandalo. Una scelta che, se da un lato non cancella i «gravi indizi di colpevolezza» emersi durante le indagini, dall’altro ha reso superflua, agli occhi del magistrato, l’applicazione di restrizioni più severe.

Diverso il destino toccato all’imprenditore Ricardo Matteini Bresci, amico della Bugetti e coinvolto nell’inchiesta: per lui, invece, il gip ha confermato la custodia cautelare in casa. Le accuse ruotano attorno a un presunto sistema di favori illeciti, con la sindaca – allora in carica – che avrebbe agevolato gli affari dell’uomo in cambio di benefici personali. Un rapporto definito dal pm Filippo Spiezia come basato su «amicizia e gratitudine», elementi che, secondo l’accusa, celavano un meccanismo corruttivo ben strutturato.

La vicenda, che ha gettato Prato in un vortice di instabilità, ha spinto anche il vescovo Giovanni Nerbini a intervenire con una lettera aperta alla città. Senza entrare nel merito delle responsabilità individuali – «compito della magistratura», ha precisato – Nerbini ha sottolineato l’urgenza di «sgombrare il campo da sospetti» e ha invitato i pratesi a «fare ognuno la propria parte» per superare una crisi che rischia di lasciare strascichi duraturi.

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