Bugetti e Matteini Bresci interrogati a Firenze: "Mai percepito utilità illecite"
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Redazione Interno
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Davanti al gip di Firenze, Ilaria Bugetti – dimissionaria sindaca di Prato – e l’imprenditore tessile Riccardo Matteini Bresci hanno affrontato oggi gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che li vede accusati in concorso. La Bugetti, che ha scelto di non rispondere verbalmente ma di depositare una memoria scritta, ha ribadito la propria estraneità alle accuse: «Ho fornito documentazione per confutare puntualmente ogni addebito, pur nel poco tempo concesso dal codice per preparare la difesa».
L’imprenditore, già coinvolto in un precedente procedimento conclusosi con un patteggiamento a febbraio, ha invece sostenuto un’ora e mezza di interrogatorio. I pm Lorenzo Gestri, Lorenzo Boscagli e Antonio Nastasi, che hanno chiesto l’arresto in carcere per entrambi, hanno ascoltato le sue dichiarazioni mentre il gip Alessandro Moneti – che nei prossimi giorni dovrà decidere sulla misura cautelare – valutava gli elementi emersi.
La Bugetti, pur definendosi «serena», ha ammesso la «sofferenza» per una vicenda che l’ha portata a lasciare l’incarico venerdì scorso. «Ho agito nel rispetto delle istituzioni e con fiducia nel contraddittorio», ha aggiunto, sottolineando di non aver mai ricevuto «alcuna utilità illecita». La sua difesa, coordinata con gli avvocati, ha puntato a smontare le accuse basandosi su prove documentali, mentre Matteini Bresci – la cui posizione si intreccia con quella dell’ex sindaca – ha affrontato un confronto più diretto con i magistrati.
L’inchiesta, che secondo la Dda firenze avrebbe svelato un presunto sistema corruttivo legato agli appalti pratesi, prosegue ora in attesa della decisione del gip. I pm, sostenendo la necessità di misure restrittive, hanno fatto leva sulle prove raccolte in mesi di indagini, tra cui intercettazioni e movimenti finanziari. La difesa della Bugetti, però, insiste sull’assenza di elementi concreti che la colleghino a vantaggi indebiti, mentre per l’imprenditore – la cui figura è centrale nell’ipotesi accusatoria – il tribunale valuterà se confermare la richiesta di custodia.




