Specialized cambia registro: la nuova Turbo Levo R è una full power pensata per il rally
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è semplicemente una versione alleggerita della sorella maggiore, né tantomeno un aggiornamento di mezza stagione. Specialized, con la nuova Turbo Levo R, introduce un concetto che fino a ieri non esisteva nel suo catalogo, ovvero quello di e-mtb full power con escursione contenuta, e lo fa ribattezzando l’intera categoria come “Electric Rally”. Il telaio, un FACT in carbonio completamente riprogettato rispetto alla piattaforma Levo 4, monta una forcella da 140 millimetri e un ammortizzatore posteriore da 130, una scelta che di primo acchito potrebbe sembrare un passo indietro in termini di capacità di assorbimento, ma che in realtà risponde a una logica precisa: restituire al rider una sensazione di guida più diretta, reattiva e simile a quella di una trail bike tradizionale. La batteria, da 840 Wh, è quella delle full power, e il motore Turbo 3.1, nella versione S-Works capace di erogare fino a 111 Nm di coppia e 850 watt di picco, non lesina certo in potenza -1-4. La vera scommessa, per l’azienda di Morgan Hill, era riuscire a combinare la spinta bruciante di un sistema a piena potenza con la maneggevolezza e la precisione di una piattaforma dal feeling più naturale, e l’obiettivo, a guardare i numeri, sembra centrato: il risparmio di peso, quantificato in 530 grammi per il solo telaio e fino a 2,6 chilogrammi sull’intera bici rispetto a una Levo 4, lascia intendere una dinamica di guida completamente diversa -1-3.
Un telaio dedicato per una geometria da attacco
La parola d’ordine, qui, è agilità. La Levo R non condivide il telaio con la Levo 4, ma ne adotta uno specifico, progettato per ospitare esclusivamente ruote da 29 pollici su entrambi gli assi, fatta eccezione per la taglia più piccola, la S1, che adotta una configurazione mullet con posteriore da 27,5” per garantire una migliore distribuzione degli ingombri -2-5. Il retrotreno da 130 mm, gestito dall’ammortizzatore Fox Float GENIE, non è un semplice escamotage per risparmiare peso, ma un elemento centrale della filosofia del modello: si tratta di una sospensione studiata per offrire un comportamento più lineare nella prima parte dell’escursione, quella che si usa realmente nella guida quotidiana sui trail, e una progressione più marcata nel finale, in modo da evitare lo sfondamento -8. Specialized, del resto, parla di un aumento del 17,3% di corsa utile rispetto a un ammortizzatore tradizionale, il che significa che quei 130 mm dovrebbero lavorare meglio e più a lungo di quanto la mera cifra lasci supporre. La geometria, poi, è ampiamente regolabile: si può intervenire sull’angolo del cannotto di sterzo con tre diverse posizioni, per un range di variazione di circa un grado, e modificare l’altezza del movimento centrale e la lunghezza dei foderi bassi agendo sui flip-chip, un dettaglio che permette di adattare il comportamento della bici al tracciato o allo stile personale -2-8.
Il cuore del sistema: motore 3.1 e gestione dell’energia
Sotto il tubo orizzontale, caratterizzato dal classico vano portaoggetti SWAT che sfrutta ogni centimetro disponibile, trova posto il pacco batterie da 840 Wh, ma chi volesse privilegiare ulteriormente la leggerezza o semplicemente adattare l’autonomia alla durata della propria uscita, può optare per l’accumulatore più compatto da 600 Wh o aggiungere il range extender da 280 Wh, il tutto con una gestione intelligente del sistema che riconosce automaticamente la capacità installata e adegua di conseguenza i parametri di erogazione -4-8. La componentistica elettronica ruota attorno al display MasterMind T3, un’unità da 2,2 pollici ad alta risoluzione che non solo fornisce tutti i dati di marcia, ma permette una personalizzazione spinta delle schermate e delle modalità di assistenza tramite l’app dedicata -2-5. Da segnalare, inoltre, la compatibilità con la funzione “Dov’è” di Apple, un sistema antifurto intelligente che permette di tracciare la bici tramite la rete dei dispositivi dell’azienda di Cupertino, e la presenza di un caricatore rapido, di serie sulla versione S-Works, in grado di portare la batteria dallo zero all’80% in meno di un’ora -2-4.
Allestimenti e filosofia di prodotto
La gamma, al lancio, si compone di tre allestimenti, tutti basati sul medesimo telaio in carbonio FACT 11m: la Comp, che rappresenta l’ingresso nel mondo Electric Rally con un prezzo di 7.999 euro, un equipaggiamento che comprende forcella Fox 36 SL Performance e trasmissione Sram S-1000 Eagle Transmission; la Expert, posizionata a 9.999 euro con sospensioni Fox Performance Elite e cambio Sram GX; e la S-Works, il top di gamma a 13.999 euro, che monta forcella Fox 36 SL Factory, ammortizzatore Fox Factory GENIE, trasmissione Sram XX e ruote Roval Traverse SL con mozzi Industry 9 Hydra, il tutto per un peso dichiarato di 21,16 chilogrammi nella taglia S3 -2-8-9. I pesi, per una full power, sono decisamente contenuti, e lasciano presagire una guidabilità ben diversa da quella a cui il mercato ci ha abituato. La domanda, a questo punto, è se il pubblico saprà apprezzare una filosofia che rinuncia a qualche millimetro di escursione in favore di reattività e precisione, o se continuerà a guardare con favore alle piattaforme più “tank” da 150 o 160 mm. Specialized, con la Levo R, ha evidentemente deciso di scommettere su una nicchia di appassionati in crescita, quelli che cercano la potenza del motore senza voler per forza sentirsi sopra un mezzo pensato per le discese più estreme, ma che anzi desiderano una bici da vivere tra i tornanti e i saliscendi dei trail, con il ritmo e la fluidità di una rally.
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