Godon beffa tutti allo sprint, Pogacar si accontenta del quarto posto e resta leader
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Redazione Sport
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Sulla linea d’arrivo di Orbe, in una frazione che sembrava destinata a celebrare l’ennesima dimostrazione di forza del fenomeno sloveno, è invece esplosa la gioia incontenibile di Dorian Godon. Il campione francese della Ineos Grenadiers, già vincitore del cronoprologo di Villars-sur-Glane, ha infatti conquistato la terza tappa del Giro di Romandia 2026 imponendosi in una volata ristretta che ha visto protagonisti assoluti del finale i velocisti puri e gli uomini di classifica. La tappa, sviluppatasi su un circuito di 176,6 chilometri con partenza e arrivo nella cittadina vodese, è stata caratterizzata da una frazione tatticamente molto aggressiva, nonostante le statistiche iniziali la dipingessero come una giornata di transizione prima della tappa regina in programma per sabato. L’ordine d’arrivo, che premia quindi il corridore transalpino davanti al neozelandese Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora hansgrohe) e al connazionale Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), ha relegato Tadej Pogacar alla quarta piazza, un piazzamento che, sebbene non sia una vittoria, non intacca minimamente la sua supremazia in classifica generale.
La fuga che ha deciso la corsa, tra forza e strategia
La genesi del successo di Godon affonda le sue radici in una lunga azione di fuga, composta da sette uomini determinati a giocarsi la vittoria finale. Il drappello, che ha preso il largo dopo i primi chilometri, annoverava nomi di spicco come l’italiano Damiano Caruso (Bahrain-Victorious), il tedesco Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), il belga Steff Cras, e i tre della Groupama-FDJ (Joshua Kench, Rémy Rochas e Lorenzo Germani). Proprio sul Col de Mollendruz, l’ultima asperità della giornata lunga 9 chilometri con una pendenza media del 6%, la fuga ha subito un severo ridimensionamento: Caruso, con una progressione in solitaria, ha provato a giocarsi il tutto per tutto, mentre alle sue spalle il gruppo maglia gialla, inizialmente controllato dalla UAE Emirates, ha alzato il ritmo su input della Red Bull. L’azzurro è stato ripreso, insieme a Steinhauser e Cras, soltanto a ridosso del traguardo, quando l’azione era ormai agli sgoccioli.
La volata di Godon e il controllo di Pogacar
A quel punto, il ricongiungimento generale ha dato vita a uno sprint di gruppo, sebbene ristretto a una trentina di unità, dove Godon ha dimostrato di avere le gambe migliori. Il francese, che era riuscito a rientrare nel plotone dopo essersi staccato proprio sull’ultima salita grazie al lavoro dei suoi compagni di squadra, ha avuto la meglio sulla concorrenza con uno scatto secco che ha lasciato sul posto Fisher-Black e Paret-Peintre. Per lui si tratta del quinto successo stagionale, un bottino che arricchisce ulteriormente un curriculum già brillante. Tadej Pogacar, invece, è apparso controllato e attento più alla situazione generale che al successo di tappa; il quarto posto conquistato non gli ha permesso di guadagnare i secondi di bonus, ma il vantaggio nella generale nei confronti di Florian Lipowitz (Red Bull-Bora hansgrohe) rimane solido. Lo sloveno, infatti, dorme ancora con la maglia di leader con un margine di 17 secondi sul tedesco e 26 sul francese Lenny Martinez, rispettivamente secondo e terzo.
L’Italia al Romandia e la tappa regina in arrivo
Nell’economia della corsa elvetica, l’Italia può sorridere solo a metà per la prestazione dei suoi uomini. Damiano Caruso, autore di una fuga generosa durata quasi l’intera giornata, è stato uno dei protagonisti assoluti dello scenario tattico, costringendo le grandi squadre a un inseguimento serrato che ha logorato le energie dei velocisti. Tuttavia, il miglior azzurro sul traguardo di Orbe è stato Marco Frigo, giunto in dodicesima posizione nel gruppo compatto dei migliori. Con la terza tappa ufficialmente archiviata, gli occhi di tutti gli appassionati sono già puntati sulla frazione di sabato, quella che da programma si presenta come la tappa regina. Il percorso da Broc a Charmey, lungo 149,6 chilometri, è un vero e proprio rompighiaccio per la classifica generale, ricco di salite insidiose che potrebbero favorire gli attacchi dei big. Per Godon, invece, il divertimento potrebbe finire domani; se oggi ha avuto la meglio nella volata del gruppo dei migliori, sulle rampe durissime dello Jaunpass, che verrà scalato per tre volte, sarà dura per lui tenere il passo di scalatori puri come Pogacar e Lipowitz. La lotta per la maglia, insomma, è solo rimandata a poche ore.




