Inter-Pisa 6-2: il deja-vu di San Siro e la furia nerazzurra
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Redazione Sport
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La storia, a volte, si ripete in modo clamoroso, quasi a voler tracciare un solco indelebile nella memoria collettiva. Come accadde trentacinque anni fa, quando la squadra di Trapattoni travolse quella di Lucescu in un match finito 6-3, ieri sera San Siro è stato nuovamente scenario di una goleada nerazzurra, con l’Inter che ha superato il Pisa per 6-2 in una partita dalla doppia anima. Un avvio in salita, caratterizzato da una doppietta dell’attaccante avversario Moreo, che sembrava poter aprire una crisi inaspettata, è stato infatti ribaltato con una reazione di forza e qualità talmente pronta da lasciare attoniti. In soli otto minuti, prima del riposo, la partita ha cambiato completamente volto: Zielinski ha accorciato le distanze su calcio di rigore, Lautaro Martínez ha ristabilito la parità e Francesco Pio Esposito ha completato la folle rimonta, dimostrando, qualora ce ne fosse bisogno, il carattere di una squadra che non si arrende mai.
La discussione sul rigore e la risposta in campo
Proprio sull’azione del pari-gol, come spesso succede, si è accesa una polemica postuma, sollevata da alcuni commentatori attraverso i social network. Enrico Varriale, ad esempio, ha definito “solare” il rigore concesso dall’arbitro Marcenaro e che ha dato il via alla rimonta interista, una valutazione che però è stata smentita dalla maggior parte degli esperti di regolamento, i quali hanno evidenziato la netta evidenza del fallo. Una discussione, questa, che ha fatto sorridere i tifosi nerazzurri, i quali, a partita conclusa, potevano guardare al punteggio e alla classifica, ben più eloquenti di qualsiasi parola. La squadra, dal canto suo, non si è lasciata distrarre e ha semplicemente continuato a giocare, trasformando la discussione in un mero rumore di fondo.
Il secondo tempo e lo show personale di Dimarco
Se il primo tempo era stato un turbinio di emozioni, il secondo è stato una dimostrazione di potenza e superiorità tecnica. L’Inter, tornata negli spogliatoi con il vento in poppa, è rientrata in campo con l’intenzione di chiudere i conti senza alcuna esitazione. E così è stato. Federico Dimarco, autore di una prestazione di livello assoluto, ha firmato il poker con un gran destro da fuori area, un gol che ha spento gli ultimi barlumi di speranza per i oltre cinquemila tifosi pisani, tornati a San Siro dopo un’attesa di trentacinque anni. Quello di Dimarco è stato il momento più alto di una serata in cui il terzino sinistro è sembrato onnipresente, contribuendo sia in fase di copertura che, soprattutto, in quella offensiva, con cross precisi e conclusioni pericolose.
La chiusura a valanga e il primato solitario
La partita, ormai completamente nelle mani dei padroni di casa, si è chiusa con altre due reti, siglate rispettivamente da Bonny e da Mkhitaryan, che hanno messo il sigillo su una prestazione di gruppo devastante. Il punteggio finale, 6-2, fotografa alla perfezione la differenza di valore tra le due squadre emersa dopo il difficile avvio e certifica un momento di forma strepitoso per la formazione allenata da Chivu. Con questo successo, l’Inter si porta momentaneamente a cinquantadue punti, issandosi in vetta solitaria alla classifica con un margine di sei lunghezze sul Milan. Una posizione di vantaggio che, seppur ampia, non induce certo alla distrazione, considerando il calendario che attende la squadra, con gli imminenti impegni contro Sassuolo e Verona.




