Condono edilizio, la leva elettorale delle destre tra Campania e Veneto
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Redazione Interno
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Secondo l'analisi del professor Renato Mannheimer, l'ipotesi di un nuovo condono edilizio, che il governo starebbe valutando di inserire nella prossima manovra, produrrebbe un duplice e contraddittorio effetto sul consenso politico. Se da un lato, infatti, potrebbe fruttare un apprezzabile numero di voti alla coalizione di centrodestra in Campania, regione dove circa la metà degli immobili presenta delle irregolarità, dall'altro rischierebbe di erodere il sostegno a livello nazionale, dove la media delle costruzioni abusive si attesta su una percentuale di gran lunga inferiore, pari a circa il 15%. Lo stesso studioso, del resto, osserva come, se si votasse in questo momento per le primarie del centrosinistra, a spuntarla sarebbe Giuseppe Conte, un dato che si inserisce in un quadro politico particolarmente fluido.
La strategia dei "regali" a caccia di consenso
Quella di legare misure di favore a scadenze elettorali sembra essere, per le forze di governo, una tattica consolidata, quasi un "vizietto" difficile da abbandonare. Dopo averlo fatto in occasione delle regionali in Marche, per favorire la rielezione di Francesco Acquaroli, e in Calabria per sostenere Roberto Occhiuto, il centrodestra starebbe ora preparando analoghe "mancie" elettorali per le prossime competizioni. L'obiettivo, stando alle ricostruzioni, è quello di assicurarsi una manciata di voti decisivi in Campania, a supporto di Edmondo Cirielli, in Puglia per dare una spinta a Luigi Lobuono, e infine in Veneto, dove si punta a sponsorizzare la candidatura di Alberto Stefani.
Il peso di una storia irrisolta
A riaccendere i riflettori sulla questione, oltre alla campagna elettorale, è la proposta della coalizione di governo di presentare un emendamento alla legge Finanziaria che prevede la riapertura della sanatoria del 2003. Quella norma, varata durante un esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, avrebbe dovuto regolarizzare gli abusi edilizi commessi entro il 31 marzo di quello stesso anno; in Campania, tuttavia, la sua attuazione è rimasta largamente incompleta, lasciando in sospeso, si stima, circa ventimila pratiche. Una storia infinita, quella del condono, che dopo ventidue anni di scontri e polemiche torna così a occupare il centro del dibattito pubblico.
L'orizzonte di una sanatoria nazionale
La pressione in Parlamento, comunque, non si limita alla riapertura del terzo condono, concepito principalmente per la Campania. Tra gli emendamenti presentati al disegno di legge di Bilancio ne spunta almeno un altro, firmato da esponenti di Fratelli d'Italia, che punta in una direzione ancor più ampia e potenzialmente controversa. L'obiettivo di questa ulteriore proposta è quello di istituire una nuova sanatoria a livello nazionale, modellata sul primo condono edilizio del 1985, la quale andrebbe a coprire gli abusi realizzati fino a settembre del 2025, allargando a dismisura, di fatto, il perimetro di un provvedimento già di per sé discusso.




