La storia tempestosa del conclave e il cardinale Reina nel mirino della stampa estera
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Redazione Interno
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Mentre si avvicina l’apertura del conclave, fissata per il 7 maggio alle 16.30, con i 133 cardinali elettori chiamati a scegliere il successore di Papa Francesco, riemerge l’interesse per gli intrighi e i retroscena che hanno segnato queste elezioni nel corso dei secoli. Il podcast Taccuino celeste, ampliandosi nella miniserie Extra omnes – titolo che riecheggia l’antica formula con cui si ordinava l’isolamento dei porporati – ripercorrerà in tre puntate alcuni degli episodi più drammatici, come quello del 1268, quando i cardinali riuniti a Viterbo furono costretti a votare sotto la pressione di condizioni estreme: ridotti a pane e acqua e privati persino della copertura del tetto della sala dove erano riuniti.
Tra i nomi che circolano con insistenza in queste ore c’è quello del cardinale agrigentino Baldo Reina, già considerato dalla stampa internazionale un "sorvegliato speciale", tanto da essere oggetto di un’attenzione che va oltre il suo ruolo istituzionale. La sua omelia durante il terzo Novendiale, nella basilica di San Pietro, ha ulteriormente alimentato le speculazioni, anche se – come sempre in questi casi – è difficile distinguere tra realtà e suggestioni.
Nel toto-papa non mancano poi le sorprese, come l’ascesa improvvisa del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Foligno, dato tra i possibili candidati nonostante il suo profilo conservatore, ma meno rigido rispetto ad altri. La sua storia personale, del resto, è segnata da un episodio drammatico: nel 2013, un uomo tentò di ucciderlo con un colpo alla nuca, fallendo per un soffio. Eventi che, in un’atmosfera già carica di simbolismi come quella del conclave, assumono inevitabilmente un peso particolare.




