Il cardinale Reina e il Conclave: "Non è tempo di tatticismi, ma di ascoltare il sogno di Dio"
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Redazione Interno
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Nella Basilica di San Pietro, gremita di fedeli e parroci romani, il cardinale Baldo Reina, vicario di Roma, ha scelto l’omelia della messa in suffragio per Papa Francesco per lanciare un messaggio che, pur senza citarlo esplicitamente, sembra rivolto ai porporati chiamati a eleggere il successore. "Non può essere, questo, il tempo di equilibrismi, tattiche, prudenze", ha affermato con tono deciso, aggiungendo che non si tratta neppure del momento per "assecondare l’istinto di tornare indietro, o peggio, di rivalse e alleanze di potere". Le sue parole, che hanno trovato eco tra i presenti, sottolineano piuttosto la necessità di una "disposizione radicale a entrare nel sogno di Dio", affidato, come ha ricordato, "alle nostre povere mani".
Quello di Reina non è un intervento isolato, ma si inserisce in un contesto in cui la Chiesa, dopo la scomparsa di Francesco, si interroga sul futuro. Il riferimento alle "rivalse" e alle "alleanze" sembra un monito contro le divisioni che spesso accompagnano i conclavi, mentre la menzione del "sogno di Dio" richiama una visione più ampia, lontana dai calcoli politici.
Intanto, a Pompei, i preparativi per la Supplica alla Madonna del Rosario si caricano di un significato particolare, essendo dedicati proprio a Francesco. La preghiera, recitata tradizionalmente nei mesi di maggio e ottobre, quest’anno assume un valore giubilare, con migliaia di fedeli attesi per chiedere protezione e intercessione. "La Madonna protegga tutti i suoi figli", è l’invocazione che risuonerà nel santuario, in un momento di raccoglimento che unisce devozione popolare e memoria del pontefice scomparso.
Sul piano internazionale, intanto, il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha ricordato Francesco davanti all’assemblea degli Stati membri, definendolo "un uomo di fede capace di costruire ponti tra le religioni, un difensore degli emarginati, una voce di pace in un mondo segnato dalle guerre". Guterres ha citato il discorso che il papa tenne alle Nazioni Unite nel 2015, sottolineando come il suo insegnamento resti una guida per chi cerca soluzioni ai conflitti globali.




