Il Pentagono mette Anthropic con le spalle al muro: via libera all’uso bellico di Claude o niente contratto da 200 milioni
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Redazione Esteri
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Il braccio di ferro tra il dipartimento della Difesa americano e Anthropic, la startup di intelligenza artificiale fondata dai fratelli Amodei, è arrivato a un punto di rottura. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth, nel corso di un incontro tenutosi martedì al Pentagono, ha lanciato un ultimatum all’amministratore delegato Dario Amodei: concessioni immediate sull’utilizzo del chatbot Claude per tutte le applicazioni militari considerate lecite, o il contratto da 200 milioni di dollari – che lega l’azienda ai network classificati del dipartimento – verrà cancellato -3-4. Un faccia a faccia, quello tra i due, che si è concluso in una situazione di stallo, con Hegseth che avrebbe minacciato misure drastiche, tra cui la designazione di Anthropic come “rischio per la catena di fornitura”, un provvedimento, quest’ultimo, solitamente riservato a società straniere legate a governi ostili, o addirittura il ricorso al Defense Production Act per costringere l’azienda a collaborare -4-9.
Dall’operazione in Venezuela allo scontro etico
La tensione, che covava da mesi, è esplosa dopo l’operazione Absolute Resolve del 3 gennaio scorso, la missione che ha portato alla cattura dell’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie -5-10. Fonti vicine al dossier suggeriscono che durante quell’azione, pianificata nei minimi dettagli con un replica in scala reale del rifugio di Maduro a Caracas, il Pentagono abbia fatto un uso massiccio di sistemi di intelligence e supporto logistico potenziati dall’intelligenza artificiale, sebbene non sia stato confermato l’utilizzo diretto di Claude -10. Hegseth, dal canto suo, ha elogiato l’operazione definendola “la più sofisticata e potente incursione non solo nella storia americana, ma nella storia mondiale”, sottolineando come essa abbia ristabilito l’effetto deterrenza delle forze armate a stelle e strisce -5. È in questo clima di esaltazione della potenza militare tecnologica che la richiesta del Pentagono ad Anthropic si è fatta pressante: niente più “vincoli ideologici”, come li ha definiti Hegseth, che limitino l’impiego di Claude in scenari bellici, inclusi quelli relativi alla sorveglianza di massa e all’uso di armi autonome, due dei red line che la startup non ha mai voluto oltrepassare -3.
La resistenza di Anthropic e il cambio di passo su sicurezza
Dario Amodei, fisico di formazione e da sempre paladino di un’intelligenza artificiale sicura e allineata a valori costituzionali, ha più volte messo in guardia dai pericoli di un’IA senza freni, capace, nelle sue stesse parole, di “setacciare miliardi di conversazioni per stanare sacche di disloyalty prima ancora che si formino” -1-3-6. Un’etica, la sua, che sembra scontrarsi con la visione del Pentagono di Donald Trump, deciso a procedere speditamente con l’integrazione dell’IA in ogni ambito, come dimostra la recente inclusione di xAI, la società di Elon Musk, e del suo chatbot Grok nei network sicuri del dipartimento, nonostante le polemiche che hanno accompagnato il modello per la generazione di immagini profonde -3. La posizione di Anthropic, un tempo l’unica azienda autorizzata ad operare in ambienti classificati, appare oggi sempre più isolata, con concorrenti come Google e la stessa OpenAI che hanno accettato di fatto le condizioni del Pentagono -3.
Eppure, forse consapevole della posta in gioco, Anthropic ha recentemente mostrato segni di flessibilità. L’azienda ha annunciato un allentamento della sua politica di sicurezza: se in passato era pronta a sospendere lo sviluppo di modelli ritenuti troppo pericolosi, ora questa misura scatterà solo se i concorrenti non rilasceranno sistemi di pari livello -4. Una mossa, questa, interpretata da molti analisti come un tentativo di non perdere terreno nella corsa all’IA, in un mercato dove la domanda militare rappresenta una fetta sempre più sostanziosa. La stessa Anthropic, del resto, continua a lavorare con partner come Palantir per il Pentagono, e ha cercato di bilanciare le sue critiche pubbliche – come quelle sui controlli all’esportazione dei chip Nvidia verso la Cina – con mosse bipartisan, inserendo nel suo consiglio di amministrazione Chris Liddell, già membro dello staff della Casa Bianca durante il primo mandato di Trump -3.
La scadenza è fissata per le cinque del pomeriggio di venerdì 27 febbraio -9. A quell’ora, Anthropic dovrà decidere se piegarsi alla dottrina della “guerra senza vincoli” voluta da Hegseth o se, al contrario, essere dichiarata fornitrice a rischio, una mossa che di fatto la escluderebbe da qualsiasi appalto militare futuro e ne danneggerebbe irrimediabilmente il business. Una scelta, quella che attende i fratelli Amodei, che va ben oltre il contratto da 200 milioni e che ridefinirà il confine, già labile, tra innovazione tecnologica e industria della difesa.




