Trump attacca Khamenei: "L'ho salvato da morte certa, ma ora basta concessioni"
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Redazione Esteri
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Donald Trump, dopo il vertice dell'Aja, ha rilanciato il confronto con l'Iran attraverso un post su Truth Social, accusando l'ayatollah Ali Khamenei di aver distorto la realtà sugli esiti del recente scontro con Israele. Il presidente americano, in toni duri, ha rivendicato di aver impedito un'operazione militare che avrebbe potuto eliminare il leader iraniano: "Conoscevamo la sua posizione, ma ho bloccato sia Israele sia le nostre forze", ha scritto, sottolineando come quella decisione fosse dettata da una volontà di de-escalation.
La replica di Trump arriva in risposta alle dichiarazioni di Khamenei, che nei giorni scorsi aveva definito "vittoria" la tregua mediata dagli Stati Uniti. "Un uomo di fede dovrebbe dire la verità: siete stati sconfitti", ha ribattuto il presidente, evidenziando una contraddizione tra il ruolo religioso della Guida suprema e la sua narrazione politica. L'attacco verbale si è tradotto in un atto concreto: la sospensione dei negoziati per allentare le sanzioni economiche contro Teheran. "Stavamo valutando misure per agevolare la ripresa iraniana, ma le sue menzogne hanno cambiato tutto", ha aggiunto Trump, chiudendo ogni spazio a ulteriori concessioni.
La tensione, già alta dopo lo scambio di missili tra Iran e Israele ad aprile, riaffiora nonostante i tentativi di stabilizzare la regione. Trump, che da mesi insiste sull'aver "neutralizzato" il programma nucleare iraniano, alterna toni concilianti a provocazioni, come quando ha definito Khamenei "rispettato nel suo Paese", salvo accusarlo di malafede. Intanto, la Casa Bianca mantiene il focus sul contenimento dell'Iran, mentre i media iraniani ignorano le parole di Trump, concentrandosi invece sulle celebrazioni per la "resistenza" anti-israeliana.




