NeveItalia: Franzoni si presenta, la "Stelvio" promette brividi
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Redazione Sport
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Il secondo appuntamento di training in programma a Bormio, alle ore 11.30, rappresenta un altro tassello fondamentale nel percorso verso la gara regina di giovedì, nonostante le previsioni meteo non sembrino promettere condizioni ideali. Sulla pista "Stelvio", teatro di prove decisive, la startlist vede Mattia Casse scendere prima di Giovanni Franzoni, Dominik Schieder e Pietro Paris, in una sessione che, pur non assegnando medaglie, offre indicazioni preziose agli addetti ai lavori. Ryan Cochran-Siegle, autore della miglior prestazione nel primo allenamento cronometrato, partirà per ottavo, dopo Marco Odermatt e prima dei leader della squadra azzurra; Franzoni, dal canto suo, pescherà il pettorale numero 11, mentre "Domme", ovvero Dominik Paris, il 13. Nel frattempo, giungono conferme sull'infortunio di Stefan Moeller: la lussazione alla spalla sinistra è stata accertata, ma non si esclude del tutto, per l'atleta, la possibilità di rientrare in tempo per salvare la sua partecipazione olimpica.
Il borsino delle medaglie e il peso delle aspettative
Il borsino di NEVEITALIA, analizzando tutte le gare olimpiche in calendario a Bormio, indica come Franzoni possa realisticamente ambire al metallo prezioso in ben tre diversi appuntamenti, un dato che non fa che alimentare le attese attorno al suo esordio ai Giochi. Il focus si concentra, in particolare, sui cinque appuntamenti maschili in programma, a partire proprio dalla discesa libera di sabato, dove le due nazionali di riferimento, Italia e Svizzera, si contenderanno la supremazia, pur dovendo guardarsi dalle insidie rappresentate da atleti del calibro di Vincent Kriechmayr e dallo stesso Cochran-Siegle. Seguiranno la combinata a squadre, con gli azzurri che partono con carte piuttosto interessanti, e un super-g che, sulla medesima pista, è atteso come una prova da brividi; nel secondo fine settimana di gare, infine, spazio anche al gigante, disciplina in cui lo svizzero Odermatt dovrà confrontarsi con una concorrenza agguerrita e pronta a contrastarne il dominio.
Un esordio in pista all'insegna del sorriso
La prima prova cronometrata sulla "Stelvio" ha già regalato un segnale incoraggiante per il team italiano, con Giovanni Franzoni che si è piazzato secondo, alle spalle dello statunitense Ryan Cochran-Siegle, il quale ha fermato il cronometro su 1’56″08. L’esordio olimpico del giovane discesista, reduce da due strepitose vittorie a Wengen e Kitzbuehel, inizia dunque con un sorriso, sebbene il valore di queste prove sia più tecnico che agonistico. "Ero pigro, ho imparato a volare. Vincere? Che stress", ha confessato il velocista bresciano, descrivendosi come un "ragazzo col cerotto, sul naso e sul cuore", più eroe malinconico che campione spietato, in una riflessione che svela la complessità di un’ascesa iniziata solo due mesi fa con il primo podio in Val Gardena.
Il percorso di una rivelazione
Quella di Franzoni, del resto, si configura come un’intrepida avventura che, nel giro di poche settimane, ha portato un ventiquattrenne poco conosciuto alla ribalta mondiale, trasformando ricci, un sorriso dolce e una spiccata emotività in tratti distintivi di un atleta capace di unire talento e sensibilità. La differenza tra felicità e dolore, come lui stesso lascia intendere, è sottile in uno sport che vive sul filo del limite, e che ora lo proietta verso un appuntamento storico con l’obiettivo di confermare, nel contesto più prestigioso, quel potenziale che le prove libere stanno già delineando con chiarezza.




