Malore a scuola a San Casciano, il coraggio delle maestre e il defibrillatore salvano il bambino di 9 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Erano da poco passate le 14.15 di giovedì 19 marzo, quando nella scuola primaria Il Principe di San Casciano Val di Pesa, in via Empolese, la quiete del rientro dalla mensa è stata squarciata da un rumore sordo: un bambino di 9 anni, frequentante la quarta elementare, si è accasciato improvvisamente a terra. Il piccolo, dopo essere diventato paonazzo sotto gli occhi spaventati dei compagni, non rispondeva più nemmeno all’insegnante che gli stava accanto. Quello che era iniziato come un normale pomeriggio di gioco dopo il pasto – nel menù del giorno c’erano pasta al pomodoro, frittata e verdure – si era trasformato in un drammatico episodio di arresto cardiaco, scatenando immediatamente la macchina dei soccorsi e, prima ancora, la prontezza di riflessi del personale scolastico.

Mentre gli altri alunni venivano rapidamente portati nelle aule vicine per sottrarli alla vista di quei momenti concitati, le insegnanti presenti non hanno perso un secondo. Una di loro, constatata la gravità della situazione, ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco sul piccolo, mentre una collega è corsa a prendere il defibrillatore semiautomatico, dispositivo ormai presente nell’istituto e che in quelle circostanze si è rivelato determinante. La prontezza con cui sono state avviate le manovre di rianimazione cardiopolmonare ha consentito di stabilizzare il bambino in attesa che i soccorsi arrivassero, gettando le basi per una catena della sopravvivenza che avrebbe poi permesso di scongiurare il peggio.

L’arrivo dei soccorsi e il volo dell’elisoccorso Pegaso

La chiamata al numero unico per le emergenze ha fatto scattare immediatamente un dispositivo di soccorso massiccio. Sul luogo sono giunte due ambulanze della Misericordia, mentre i sanitari del 118 hanno richiesto il supporto aereo dell’elisoccorso regionale Pegaso, decollato in quelle che sono state descritte come “minuti interminabili di terrore”. L’atterraggio dell’elicottero nelle vicinanze dell’edificio scolastico non è stato semplice a causa del forte vento che soffiava sulla zona, un ostacolo che ha richiesto la gestione della viabilità da parte dei carabinieri e della polizia locale, intervenuti per mettere in sicurezza l’area e consentire le operazioni di sbarco.

Il bambino, intanto, era stato stabilizzato dalle maestre prima dell’arrivo dei sanitari; una volta preso in carico dal personale del 118, il piccolo è stato trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, centro di riferimento per le emergenze dell’infanzia. La madre, giunta nel frattempo a scuola, ha potuto raggiungere il figlio e accompagnarlo in ospedale, dove il piccolo è stato immediatamente ricoverato nel reparto di terapia intensiva.

Il lavoro dei medici e il silenzio della prognosi riservata

All’ospedale Meyer, i medici hanno lavorato per stabilizzare le condizioni del bambino, la cui prognosi è stata dichiarata riservata. Le prime informazioni circolate lasciavano ipotizzare un problema di natura neurologica, ma gli accertamenti clinici eseguiti nelle ore successive avrebbero invece orientato la diagnosi verso una causa di origine cardiaca, responsabile del grave malore che ha portato all’arresto cardiaco in classe. Per tutta la giornata di venerdì 20 marzo, il bambino è rimasto sotto stretta osservazione in rianimazione, con i sanitari che hanno monitorato costantemente le sue funzioni vitali.

A scuola, dopo che l’emergenza si è conclusa con il decollo dell’elisoccorso che portava via il loro compagno, le due insegnanti che si sono prodigate per salvarlo – Chiara Manetti e Isabella Tormer – si sono strette in un abbraccio liberatorio, senza riuscire a trattenere le lacrime per la paura appena vissuta. “Che spavento, che paura, è successo tutto così in fretta, un attimo...”, hanno ripetuto fuori dal cancello dell’istituto, mentre la dirigente scolastica, Michela Ragionieri, si preoccupava di gestire il rientro in classe degli altri alunni, spiegando loro con delicatezza quanto accaduto per evitare che rimanessero turbati dall’accaduto.

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