Femminicidio Ilaria Sula, trovato un altro Dna maschile: nuove domande sull’omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sulla scena del crimine dove Ilaria Sula è stata uccisa, gli investigatori hanno rinvenuto una traccia genetica maschile che non appartiene a Mark Samson, il 23enne filippino che ha confessato di aver accoltellato l’ex fidanzata. Il ritrovamento, ancora in fase di analisi, solleva interrogativi su eventuali presenze estranee nell’appartamento di via Homs, a Roma, dove la studentessa di Terni è stata assassinata.

Samson, che viveva con i genitori, sostiene di aver commesso il delitto la mattina del 26 marzo, mentre secondo gli inquirenti l’omicidio sarebbe avvenuto la sera precedente. La discrepanza temporale, unita alla nuova evidenza forense, potrebbe complicare il quadro già delineato dalle indagini, sebbene l’impianto accusatorio resti solido.

Intanto, la famiglia di Ilaria ha respinto le scuse formali inviate dal giovane attraverso una lettera. «Sono pronto a pagare», avrebbe scritto Samson, ma per i genitori della vittima – Flamur e Gezime – non c’è spazio per il perdono. «Ci riportasse nostra figlia e allora parleremo», hanno replicato, sostenuti dall’avvocato Giuseppe Sforza.

Dalle perizie sui dispositivi elettronici della coppia, disposte dalla Procura di Roma, emergeranno ulteriori dettagli sul movente e sulla dinamica. Già prima del femminicidio, il comportamento di Samson appariva ambiguo: mentre ai genitori millantava progressi accademici in Architettura, in realtà aveva sostenuto un solo esame, dedicandosi invece a una vita sociale superficiale, come dimostrano i suoi post online in cui cercava «ragazze per una serata tranquilla».

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