La scomparsa di Federico Frusciante, il critico che amava il cinema più di ogni altra cosa

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un malore improvviso, di quelli che non lasciano scampo e che ti strappano via una persona nel giro di un pomeriggio, ha spento domenica 15 febbraio, a soli 52 anni, la voce inconfondibile di Federico Frusciante. È successo nella sua abitazione di Livorno, la città che aveva eletto a casa e dove per oltre vent'anni, dal bancone del suo negozio "Videodrome", aveva dispensato consigli e cultura cinematografica a generazioni di appassionati -1-5. Quella che per molti era semplicemente una videoteca di quartiere, per lui rappresentava un presidio culturale, un baluardo fisico contro l'avanzata prima della pirateria e poi delle piattaforme di streaming, un luogo dove il cinema di genere, le pellicole indipendenti e i grandi classici trovavano ancora spazio e qualcuno disposto a raccontarli con passione -9.

Nato a Pontedera nel 1973, Frusciante aveva aperto il suo negozio a 25 anni, inizialmente sotto insegna di un franchising per poi ribattezzarlo con un nome, Videodrome, che già diceva tutto sul suo immaginario di riferimento: un omaggio al film di David Cronenberg -1-5. Da quel negozio, che ha chiuso i battenti definitivamente solo nel 2022, era iniziata una seconda vita, quella digitale, che lo ha portato a diventare un volto notissimo del web. Il suo canale YouTube, con i suoi quasi 120 mila iscritti, era diventato un appuntamento fisso per chi cercava recensioni lontane dai canoni della critica tradizionale, che lui giudicava troppo spesso compiacente con le logiche dell'industria -1-7. I suoi video, finanziati in gran parte dalle donazioni dei fan attraverso il circuito Patreon, potevano durare ore e affrontare ogni aspetto della settima arte, dai capolavori assoluti alle produzioni più oscure, con uno stile diretto, spesso sferzante, e una competenza che pochi potevano vantare -9.

Dalla videoteca al successo collettivo dei Criticoni, la sua voglia di confronto

L'evoluzione naturale della sua figura di divulgatore è stata la collaborazione con altri critici e creator, che lo ha portato a fondare, insieme a Davide Marra, Francesco Alò e Mattia Ferrari, il collettivo "I Criticoni" -2-4. Un progetto che portava il dibattito cinematografico fuori dagli schermi dei computer e nei teatri di tutta Italia, con incontri dal vivo che replicavano lo spirito libero e polemico delle loro discussioni online. In quelle occasioni, la sua toscanità ruvida e il suo essere fieramente comunista, un'anomalia per i tempi che rivendicava senza alcun timore, emergevano in tutta la loro autenticità -4-5. Tra i tanti messaggi di cordoglio apparsi sui social, particolarmente toccante è stato quello del suo amico e collega Davide Marra, che ha scritto: "Amavi solo la tua Eleonora più del cinema. Guardare film non sarà più lo stesso senza di te" -1-7. Un'annotazione, questa, che sottolinea come la sua immensa passione per le pellicole trovasse un limite soltanto nell'affetto per la sua compagna.

Frusciante non era solo un volto noto del web, ma una figura rispettata e riconosciuta anche nell'ambiente dei festival e della critica specializzata. Aveva collaborato con riviste del settore come FilmTv e Nocturno, e la sua competenza lo aveva portato a intervistare registi del calibro di Dario Argento e George A. Romero, oltre a sedere in qualità di giurato in numerose rassegne, a partire dal FiPiLi Horror Festival della sua Livorno, che lo aveva visto protagonista fin dalle prime edizioni -1-3. Il suo sogno, più volte accarezzato e mai realizzato, era quello di vedere nascere in città una "Casa del Cinema", uno spazio fisico che potesse continuare l'opera di diffusione e confronto che lui aveva portato avanti per tutta la vita, prima dietro al bancone e poi davanti a una telecamera -7. Un sogno che resta, come la sua eredità fatta di centinaia di video, di recensioni che continueranno a essere cercate e viste da chiunque voglia ascoltare una voce libera e preparata, capace di esaltare un'opera o di demolirla con un memorabile "mi 'mporta na sega!" -4. Per chi volesse portargli l'ultimo saluto, la salma è stata esposta alla camera mortuaria del cimitero dei Lupi di Livorno fino a questa mattina -1-8.

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