La Russia colpisce le infrastrutture energetiche ucraine, Merz: "Guerra potrebbe durare a lungo"
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Redazione Esteri
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La ministra dell'Energia ucraina ha accusato la Russia di prendere di mira deliberatamente le centrali elettriche del paese, con l’obiettivo palese di colpire la popolazione civile e paralizzare le sue attività quotidiane. Questa strategia, che mira a fiaccare la resistenza attraverso la privazione di servizi essenziali, si è intensificata nelle ultime settimane, producendo effetti devastanti che si estendono ben oltre il fronte bellico.
Nella sola notte tra sabato e domenica, come riportato dall’aeronautica militare ucraina, Mosca ha lanciato 142 droni contro diverse regioni: sebbene la maggior parte di essi, 126 per la precisione, sia stata abbattuta dalle difese, sedici hanno raggiunto il loro obiettivo in dieci località diverse. L’offensiva, la terza su larga scala in breve tempo, ha causato vittime e danni ingenti a Kherson, dove hanno perso la vita due persone e altre quattordici sono rimaste ferite; colpite, inoltre, nove abitazioni, una stazione di servizio e diversi edifici pubblici, tra cui strutture sanitarie e scolastiche.
Particolarmente grave il bilancio degli attacchi nella regione di Odessa, dove sono state colpite quattro strutture dell’azienda energetica Dtek. I danni alle infrastrutture di Chornomorsk hanno lasciato senza elettricità oltre venticinquemila persone, un’emergenza che si somma a quella di altre centomila famiglie nel nord-est del paese, già al buio da giorni. La società ha annunciato che inizierà i lavori di riparazione non appena le condizioni di sicurezza lo consentiranno, ma la carenza di carburante, il cui prezzo è schizzato alle stelle, complica ulteriormente ogni operazione di ripristino.




