L’Ucraina può colpire in Russia, l’annuncio di Merz agita il Cremlino

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La guerra in Ucraina, giunta ormai al suo 1.189esimo giorno, ha registrato una svolta significativa con l’annuncio del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha confermato la revoca delle restrizioni sulla gittata delle armi fornite a Kiev da parte di Germania, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. «Non ci sono più limiti», ha dichiarato ieri durante l’Europaforum di Wdr, sottolineando come l’Ucraina possa ora «difendersi attaccando obiettivi militari in Russia». Una mossa che, se da un lato rafforza la posizione di Kiev, dall’altro ha scatenato la reazione immediata di Mosca, con il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov che ha bollato la decisione come «molto pericolosa» e in contrasto con «le aspirazioni di una soluzione politica».

L’eliminazione dei vincoli sul raggio d’azione dei missili consegnati all’esercito ucraino rappresenta un cambio di strategia da parte dei principali alleati di Volodymyr Zelensky, finora cauti nel consentire attacchi oltre i confini nazionali per timore di un’escalation diretta con la Russia. «Un Paese che può contrastare un aggressore solo all’interno del proprio territorio non si difende adeguatamente», ha aggiunto Merz, in un passaggio che lascia intendere come gli ultimi bombardamenti russi su Kharkiv e altre città abbiano accelerato la decisione.

Intanto, la Commissione Europea sta lavorando a un nuovo pacchetto di sanzioni mirate a «paralizzare l’economia russa», come ha spiegato una portavoce, secondo cui Mosca «capisce solo la lingua della forza». Le parole riecheggiano quelle del presidente americano Donald Trump, che nelle scorse settimane aveva ribadito il sostegno a Kiev senza escludere ulteriori misure punitive contro il Cremlino.

Sul campo, intanto, la situazione resta tesa. Se da un lato le forze ucraine potrebbero ora colpire depositi di armi o basi logistiche oltre il confine, dall’altro il rischio di una risposta ancora più dura da parte russa è concreto. Gli analisti osservano come Putin, già costretto a rivedere i piani strategici dopo le offensive ucraine nel 2023, potrebbe reagire intensificando gli attacchi sui civili o cercando di stringere ulteriori alleanze con Pechino e Pyongyang

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