I 150 anni del Corriere della Sera, alla Scala con Mattarella per la libertà delle idee

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sarà il Teatro alla Scala di Milano, quel tempio della musica e della cultura che per i milanesi rappresenta molto più di un semplice edificio, a fare da cornice, il prossimo 6 marzo, all’avvio delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario del Corriere della Sera. Un compleanno importante, traguardo che pochi quotidiani al mondo possono vantare, e che il giornale fondato nel 1876 – precisamente il 5 marzo di quell’anno usciva il primo numero – ha scelto di festeggiare con un evento dal Titolo “Corriere 150 anni. La libertà delle idee”, e lo ha fatto invitando una figura istituzionale di primo piano come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui presenza, va detto, sottolinea il rilievo nazionale della ricorrenza.

L’appuntamento, fissato per le 11.30, sarà accessibile non solo a una ristretta cerchia di invitati, ma anche a tutti quei lettori che, in questi centocinquant’anni, hanno costruito un rapporto di fiducia con il quotidiano: basterà collegarsi al sito del Corriere per seguire la diretta streaming, a testimonianza di una volontà di condivisione che l’editore Urbano Cairo e il direttore Luciano Fontana hanno più volte ribadito. Sul palco del Piermarini, e qui sta la particolarità della mattinata, si alterneranno momenti di spettacolo e ricordi che affondano nella memoria collettiva; le attrici Cristiana Capotondi e Serena Rossi presteranno la voce ad alcuni dei pezzi più celebri scritti dalle firme storiche del giornale, mentre l’Orchestra della Scala, diretta da Alexander Soddy, eseguirà brani tratti dalla Norma di Vincenzo Bellini e dal Crepuscolo degli dei di Richard Wagner, oltre naturalmente all’Inno d’Italia. E poi ancora, e siamo solo all’inizio di un programma fitto di appuntamenti, il presidente di Fondazione Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli presenterà in anteprima il docufilm “150 anni Corriere della Sera. Il racconto dell’Italia”, che dal giorno successivo, il 7 marzo, approderà nelle sale cinematografiche.

Un palinsesto diffuso tra carta, digitale e iniziative speciali

Ma le celebrazioni non si esauriranno certo con la giornata del 6 marzo, ché anzi quello alla Scala rappresenta soltanto il primo atto di un anno intero dedicato alla ricorrenza. Il quotidiano, che oggi può contare su una comunità di lettori e, per restare ai dati, su oltre 750mila abbonati digitali, ha messo a punto una strategia che abbraccia diversi formati e piattaforme. Si va dalla serie tv in dieci puntate, curata dal vicedirettore Venanzio Postiglione e girata nella storica Sala Albertini, al progetto “150 visioni di futuro”, che vedrà altrettante personalità raccontare in 150 secondi la loro idea di domani. E poi libri, molti libri, a cominciare dal volume da collezione “Il mio Corriere della Sera”, in omaggio con il giornale il giorno stesso dell’evento: trecento pagine nelle quali oltre centocinquanta personaggi italiani e internazionali – istituzioni, cultura, spettacolo, sport – hanno affidato i loro ricordi personali legati al giornale.

Non mancheranno, e la cosa non sorprende per una testata che ha sempre fatto della ricerca d’archivio un punto di forza, iniziative che guardano al passato con gli occhi del presente. Dal 12 marzo, ogni giovedì, uscirà in edicola una collezione di copie anastatiche che ripercorrono le vicende cruciali del Paese così come vennero raccontate allora, mentre il 5 marzo, giorno esatto dell’anniversario, il primo numero del 1876 sarà riprodotto in sovracopertina. E ancora, per gli appassionati di storie, il volume “Corriere della Sera 150. La nostra storia” edito dalla Fondazione e “1876-2026, La storia nelle prime pagine del Corriere della Sera” pubblicato da Solferino, andranno ad arricchire la bibliografia sul giornale.

La sfida della verità e il rapporto con i lettori

In un’epoca di trasformazioni profonde per l’informazione, tra ipertrofia del web e frammentazione delle fonti, il senso di un anniversario come questo risiede forse nella continuità di un metodo. Il direttore Luciano Fontana, nel presentare le iniziative, ha voluto sottolineare come, al di là dell’evoluzione tecnologica che ha portato il Corriere a diventare un media multipiattaforma, ciò che non è mai venuto meno è la ricerca di fatti verificati, di racconti oggettivi, di opinioni indipendenti. Una sfida quotidiana, l’ha definita, resa possibile dallo sforzo delle redazioni e dal sostegno di un editore che, dal 2016, ha garantito investimenti e indipendenza, riportando peraltro la testata nella storica sede di via Solferino. L’editore Urbano Cairo, dal canto suo, ha ricordato l’emozione di varcare per la prima volta la soglia del giornale dieci anni fa, realizzando un sogno d’infanzia, e ha ribadito l’impegno affinché il Corriere sappia rinnovarsi senza perdere il legame con la propria storia e quel riconosciuto ruolo pubblico che ha sempre svolto.

C’è poi, e non è dettaglio secondario, il rapporto con chi il giornale lo legge, lo sfoglia, lo consulta online. Il riferimento ai lettori e ai 750mila abbonati digitali, nelle parole del direttore, non è parso un mero dato statistico, quanto piuttosto il riconoscimento di una comunità diffusa che in questi centocinquant’anni ha condiviso con il quotidiano momenti di gioia e di dolore, di crescita e di crisi. Ecco allora che iniziative come “Casa Corriere” e i tour nelle edizioni locali, intitolati “Il Corriere racconta l’Italia”, vogliono essere un modo per aprire finestre sui territori, raccogliendo storie di innovazione e di vita quotidiana, in un ideale scambio che dalla scala globale ridiscende a quella locale, senza mai perdere di vista l’obiettivo primario: informare con onestà intellettuale.

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