Stellantis, il ritorno all'utile non basta al mercato: titolo giù nonostante i conti in ripresa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo automobilistico italo-francese, sotto la guida dell'amministratore delegato Antonio Filosa, ha pubblicato i risultati del secondo trimestre del 2026, certificando un'inversione di tendenza dopo le difficoltà del 2025, ma la reazione di Piazza Affari è stata immediatamente negativa, con il titolo che ha subito un deciso scivolone, perdendo fino a oltre il 5% del suo valore.

Il mercato, infatti, ha accolto con scetticismo i numeri, giudicandoli al di sotto delle aspettative nonostante il netto miglioramento rispetto all'anno precedente, a testimonianza di una fiducia che resta fragile e di una redditività che, seppur in crescita, è ancora considerata insufficiente per un colosso come Stellantis.

Numeri in netta ripresa, ma sotto le attese

I conti del secondo trimestre segnano un punto di svolta: Stellantis ha fatto registrare un utile netto di 293 milioni di euro, un risultato che rappresenta un netto cambio di passo rispetto alla perdita di 1,87 miliardi dello stesso periodo del 2025. I ricavi netti sono saliti a 43,5 miliardi di euro, con un incremento del 13% trainato dalla forte performance del Nord America, che ha visto le spedizioni crescere del 38%, mentre l'Europa allargata è rimasta sostanzialmente stabile.

Anche l'utile operativo rettificato (AOI) ha mostrato un notevole balzo, attestandosi a 800 milioni di euro con un margine dell'1,8%. Tuttavia, questi dati, pur positivi, non hanno soddisfatto le previsioni degli analisti: il consensus di Equita indicava un utile netto atteso di 718 milioni, e i ricavi hanno mancato il target di 43,762 miliardi, fattori che hanno contribuito alla delusione del mercato.

Il mercato penalizza la mancanza di leva operativa

La reazione negativa della Borsa, che ha portato il titolo a perdere fino a oltre l'8,5% in apertura per poi assestarsi su un ribasso di circa il 5%, si spiega con la percezione che i progressi siano ancora insufficienti.

Gli analisti di Citi hanno sottolineato come il miglioramento dei conti non sia accompagnato da una sufficiente leva operativa, mentre gli esperti di Intermonte hanno evidenziato come la conferma della guidance per l'anno, sebbene vista come un segnale di fiducia, non fornisca indicazioni chiare su un rafforzamento del secondo semestre rispetto al primo.

La redditività, con un margine AOI all'1,8%, rimane a livelli storicamente bassi per il gruppo, e la perdurante debolezza dell'Europa allargata, che ha registrato un margine operativo negativo dello 0,6%, rappresenta un'ombra che il mercato fatica a ignorare.

Fiducia nella guidance, ma con riserve

Nonostante il titolo sia in calo del 46,5% da inizio anno, il management di Stellantis ha ribadito la propria fiducia nel raggiungimento degli obiettivi finanziari per l'intero 2026. Filosa ha dichiarato che il trimestre è stato caratterizzato da progressi continui, trainati dal Nord America e supportati da tutte le altre regioni, e che l'attuazione del piano strategico FaSTLAne 2030 procede secondo i piani, con entusiasmanti lanci di prodotto previsti per l'anno.

In particolare, il gruppo ha confermato le stime su un aumento del fatturato netto a una cifra media e un margine AOI a una cifra bassa, nonché un impatto netto dei dazi stimato tra 1,0 e 1,2 miliardi di euro per l'anno. Tuttavia, gli analisti restano cauti, e la promessa di una maggiore concentrazione dei risultati nel quarto trimestre, dopo la pausa produttiva estiva, non è bastata a rassicurare gli investitori, che attendono segnali più concreti di una ripresa strutturale.

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