Stellantis, utile in ripresa nel secondo trimestre ma il titolo crolla in Borsa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo automobilistico Stellantis ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un significativo miglioramento dei conti, trainato dalla robusta performance del Nord America, ma la notizia non ha convinto gli investitori. Nonostante l'utile operativo rettificato sia più che triplicato e il ritorno all'utile netto, il titolo ha subito un brusco calo in apertura di seduta a Piazza Affari, perdendo circa l'8% e confermandosi tra le peggiori performance del listino.

La reazione del mercato suggerisce che le aspettative fossero ancora più alte e che le persistenti difficoltà in Europa continuino a pesare sul giudizio degli analisti.

Numeri in forte crescita grazie alla spinta americana

I dati diffusi dalla casa italo-francese mostrano un'inversione di tendenza rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi netti sono saliti a 43,48 miliardi di euro, segnando un incremento del 13% su base annua. Il miglioramento più vistoso si registra però sul fronte della redditività: l'utile operativo rettificato (AOI) è balzato a 773 milioni di euro, rispetto ai 213 milioni del secondo trimestre del 2025, più che triplicando.

L'utile netto è tornato in territorio positivo, attestandosi a 293 milioni di euro, un risultato che fa da contraltare alla perdita di 1,869 miliardi registrata nello stesso periodo dell'anno scorso. Questo recupero è stato trainato in particolare dal Nord America, dove l'azienda ha generato un utile operativo di 284 milioni di euro, contro una perdita di 440 milioni dei dodici mesi precedenti, grazie anche a un incremento dei volumi e al miglioramento delle performance operative.

L'Europa resta il punto debole e la guidance annuale viene confermata

A fronte del recupero americano, le difficoltà nel Vecchio Continente rimangono evidenti. L'Europa allargata ha registrato una crescita zero dei ricavi e un margine operativo ancora in territorio negativo, sebbene in miglioramento rispetto al dato fortemente negativo dell'anno scorso. Questo divario tra le due sponde dell'Atlantico rappresenta il principale scoglio per un consolidamento della ripresa del gruppo, che continua a fare i conti con un mercato europeo in difficoltà e con una concorrenza sempre più agguerrita, in particolare da parte dei produttori cinesi.

Nonostante ciò, l'amministratore delegato Antonio Filosa ha parlato di "continui progressi" e ha ribadito la fiducia nel raggiungimento degli obiettivi per l'intero anno, con una guidance 2026 che conferma un aumento dei ricavi a una cifra media e un margine AOI a una cifra bassa.

Il crollo del titolo e le reazioni del mercato

Nonostante i numeri in chiaro miglioramento, il mercato ha accolto la trimestrale con un netto scetticismo. Il crollo del titolo, che ha aperto le contrattazioni con un ribasso di circa l'8%, ha evidenziato come gli investitori si aspettassero probabilmente risultati più brillanti. Tra le voci che hanno pesato sul sentiment, il dato dell'utile operativo è risultato inferiore alle previsioni degli analisti raccolte da Reuters, che indicavano un consenso a 914 milioni di euro.

Inoltre, permangono preoccupazioni per l'impatto che i dazi statunitensi potranno avere sui conti del gruppo: Stellantis stima un costo netto compreso tra 1 e 1,2 miliardi di euro per l'intero 2026. A questo si aggiungono i segnali di debolezza provenienti dall'Europa e l'aumento dei costi delle materie prime, elementi che continuano a mettere sotto pressione i margini.

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