Bologna, lo scontro tra il ministro Piantedosi e il sindaco Lepore dopo i disordini per Virtus-Maccabi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, continuano a suscitare forti reazioni, innescando un aspro dibattito politico che si è ormai allargato ben oltre la gestione dell'ordine pubblico. Piantedosi ha più volte ribadito, nelle sue interviste, che le proposte avanzate dal Comune di Bologna per la partita di Eurolega tra la Virtus Bologna e il Maccabi Tel Aviv si limitavano a «trasferire altrove il problema», sollevando peraltro, con toni che sono apparsi gravidi di implicazioni, la questione di «cosa ne avrebbero pensato i sindaci» delle località dove si sarebbe potuta spostare la manifestazione. Una posizione, la sua, che ha gettato benzina sul fuoco di una polemica già viva a seguito degli scontri verificatisi, durante i quali sedici appartenenti alle forze dell'ordine hanno riportato ferite.
Il verbale della prefettura e le perplessità sul PalaDozza
A documentare la complessità della vicenda, contribuisce il verbale dell'incontro tenutosi in Prefettura il 5 novembre, un documento che fotografa l'atmosfera di preoccupazione che precedeva l'evento. Alla riunione, convocata dal Comitato per l'ordine pubblico, presero parte tutte le autorità competenti: il Questore, il Prefetto, l'assessora comunale alla sicurezza, i comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, insieme ai rappresentanti delle società Virtus e Fortitudo. In quell'occasione, come risulta dagli atti, «i presenti» – e si specifica che nessuno fu esente da tali considerazioni – manifestarono «perplessità in merito alla gestione» della sicurezza, arrivando a definire il PalaDozza, sebbene per motivi non dettagliatamente esplicitati nel resoconto, «inidoneo» ad ospitare l'incontro.
La replica del sindaco Lepore: «Mi offende per coprire i disastri»
La risposta del primo cittadino, Matteo Lepore, non si è fatta attendere ed è stata di una durezza inconsueta. Il sindaco ha definito «molto offensive» le parole del ministro, interpretandole come un'accusa velata di antisemitismo. «Di fatto, mi dà dell'antisemita», ha affermato Lepore, il quale ha poi aggiunto, rovesciando l'addebito, che la gestione dell'ordine pubblico da parte del Viminale è stata «disastrosa». Secondo la sua ricostruzione, Piantedosi mostrerebbe i muscoli soltanto con l'obiettivo di «nascondere la sua debolezza», in un tentativo di mascherare le responsabilità del governo in una serata che ha visto gruppi di collettivi scontrarsi violentemente con la polizia nel tentativo di impedire lo svolgimento della partita.
Le indagini della Digos e le pressioni politiche
Mentre la Digos sta mettendo a frutto le numerose riprese video per procedere all'identificazione dei responsabili delle violenze e delle devastazioni che hanno funestato la serata, la tensione politica nell'aula di Palazzo d'Accursio non accenna a placarsi. La maggioranza di centrodestra ha mantenuto alta l'attenzione sull'accaduto, con esponenti di Fratelli d'Italia che hanno reso visita agli agenti impegnati nel servizio d'ordine. Da più parti, ormai, si levano voci che chiedono all'amministrazione Lepore di farsi carico dei danni, accusandola di aver compiuto, in questa come in altre circostanze, «scelte contro i cittadini».




