Lancia ypsilon turbo 100, il benzina con il cambio manuale che piace ai puristi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è chi, in un’epoca dominata dall’elettrico e dalle trasmissioni robotizzate, continua a chiedere la vecchia scuola. E Lancia, che di scuola ne ha avuta tanta (anche se qualcuno l’aveva data per dispersa), risponde con un’operazione apparentemente controcorrente: la Ypsilon Turbo 100. Non un’ibrida, non un’automatica, bensì una tre cilindri a benzina con cambio manuale a sei marce. Un ritorno al futuro, se vogliamo, che però non celebra la nostalgia fine a se stessa, quanto piuttosto una precisa domanda di mercato emersa da quella fetta di automobilisti – fedeli al marchio e alla galassia Stellantis – i quali all’automazione preferiscono ancora la sensazione fisica di un innesto fatto con la mano sinistra e la pressione sulla frizione.

La meccanica, del resto, parla chiaro. Sotto il cofano della nuova arrivata troviamo un motore 1.199 cm³, tre cilindri turbo capace di erogare 101 CV e una coppia di 205 Nm. Numeri che, tradotti in prestazioni, significano uno scatto da 0 a 100 km/h in 10,2 secondi e una velocità massima di 194 km/h. Niente di folle, intendiamoci, ma del tutto congruo per un’utilitaria pensata all’uso quotidiano, dove conta più l’elasticità di marcia che i cronometri. I consumi dichiarati secondo il ciclo WLTP si attestano tra 5,4 e 5,2 litri ogni cento chilometri, con emissioni di CO₂ comprese tra 121 e 119 grammi al chilometro. Dati che, senza voler fare paragoni azzardati, la collocano in una fascia di efficienza più che accettabile per una benzina pura.

Prezzi, allestimenti e la differenza con l’ibrida

Il listino parte da 22.200 euro, ma come spesso accade in questo segmento, la vera convenienza si gioca sulle promozioni. Ed ecco che arriva l’offerta – valida fino al 30 aprile 2026 – la quale abbassa il prezzo a 15.950 euro, escludendo però gli oneri finanziari. Tre gli allestimenti disponibili: Ypsilon (base), LX e HF Line, quest’ultima per chi vuole un’aria un po’ più sportiva senza strafare. La differenza rispetto alla versione ibrida automatica – che monta lo stesso 1.2 ma con 110 CV combinati – è sostanziale: si risparmiano circa 3.000 euro. Una cifra non trascurabile, che spiega in parte il senso di questa operazione commerciale. L’ibrida costa di più, sì, ma offre anche un’automaticità a cui molti, evidentemente, sono disposti a rinunciare.

Interni modificati, niente ricarica wireless

Salendo a bordo, l’impressione generale è di continuità con le altre varianti: plancia e rivestimenti restano quelli, curati e ben assemblati. C’è però un’eccezione, e non è di poco conto. La console centrale ha dovuto subire una modifica strutturale per ospitare la leva del cambio, e di conseguenza scompare il cosiddetto “vassoio” centrale. Addio, quindi, alla piastra per la ricarica wireless dello smartphone. Un sacrificio che i puristi potrebbero persino giudicare accettabile, visto che la presenza di un cambio manuale rappresenta proprio il cuore pulsante di questa versione. Ma per chi era abituato ad appoggiare il telefono e vederlo ricaricarsi senza fili, la rinuncia sarà tangibile.

La promozione fino ad aprile e la formula con maxi rata

L’iniziativa commerciale legata alla Ypsilon Turbo 100 merita un approfondimento a parte, perché non si limita a uno sconto secco. La struttura dell’offerta prevede una maxi rata finale, espediente ormai diffusissimo nel settore auto per contenere la rata mensile. L’acquirente paga una parte del valore del veicolo durante i mesi del contratto, e alla fine si trova davanti a un bivio: saldare quanto resta, restituire l’auto o passarvi a una nuova. Una formula che non è nuova, ma che in questo caso viene applicata a una vettura dal richiamo affettivo non indifferente. E proprio qui sta l’intelligenza della mossa Lancia: intercettare chi non vuole l’elettrico, non gradisce l’automatico e magari ha un ricordo nitido di quando la Ypsilon era ancora una piccola bomba di carattere. Non una dichiarazione di guerra alle tendenze, insomma, ma una nicchia trasformata in affare.

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