Carburanti, in autostrada il diesel sfonda i 2,3 euro e il pieno costa un euro in più in 24 ore
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
In un solo giorno, in autostrada, un pieno da 50 litri di gasolio costa un euro in più, mentre per la benzina la maggiorazione è di 70 centesimi. Sulla rete stradale ordinaria, nello stesso arco di 24 ore, un rifornimento si paga 75 centesimi in più per il diesel e 65 centesimi per la verde. È la fotografia scattata da Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, che commentando le medie diffuse oggi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha quantificato l'entità dei rincari quotidiani.
Secondo i dati dell'Osservatorio prezzi del Mimit, il prezzo medio nazionale in modalità self service lungo la rete stradale è pari a 2,120 euro al litro per la benzina e a 2,231 euro per il gasolio. Ieri la verde si attestava a 2,107 euro e il diesel a 2,216, con incrementi rispettivamente di 13 e 15 millesimi. Il movimento più marcato riguarda però la rete autostradale, dove il gasolio self tocca quota 2,313 euro al litro, superando la soglia psicologica dei 2,3 euro, mentre la benzina si ferma a 2,212 euro.
La stangata dal 2 settembre
Il quadro assume contorni più netti se si allarga lo sguardo agli ultimi tredici giorni. Dal 2 settembre a oggi, meno di due settimane, in autostrada la maggiore spesa per un pieno da 50 litri è pari a 5,35 euro per il gasolio e a 5,10 euro per la benzina. Nella rete stradale ordinaria gli aumenti cumulati ammontano invece a 5 euro per il diesel e a 4,65 euro per la verde.
Sono i numeri forniti dall'associazione dei consumatori, che ha anche calcolato come il prezzo del petrolio continui a spingere i listini: il Brent viaggia intorno ai 107 dollari al barile, con un rialzo di circa l'1,3 per cento rispetto alla vigilia.
Il Codacons, dal canto suo, ha stimato che nell'arco di un mese un pieno è rincarato fino a 7 euro, con incrementi più sensibili sulla rete autostradale sia per la benzina sia per il gasolio. L'associazione ha chiesto un potenziamento del taglio delle accise, da estendere anche alla benzina, misura che secondo i calcoli eviterebbe al gasolio di superare quota 2,4 euro al litro qualora lo sconto in vigore dovesse scadere.
Le ricadute sul trasporto locale
Mentre gli automobilisti fanno i conti con i listini alla pompa, il caro carburante comincia a riflettersi sui bilanci del trasporto pubblico locale. Nel Veneto orientale, l'azienda Atvo ha applicato dal primo settembre un aumento del 10 per cento sui biglietti e del 5 per cento sugli abbonamenti scolastici. Il presidente della società, Stefano Cerchier, ha spiegato che la scelta è stata dettata dalla necessità di contenere l'impatto sull'utenza abituale, concentrando l'incremento maggiore sui titoli legati al turismo e sui collegamenti aeroportuali.
Nella vicina Venezia, Actv ha invece garantito che le tariffe resteranno invariate per tutto il 2027. Altrove la situazione è più variegata: a Padova Busitalia ha chiesto un ritocco del 18 per cento per la tariffa urbana a partire da gennaio 2027, ma il Comune ha respinto la richiesta. A Vicenza, Verona e Treviso i prezzi restano per ora fermi, dopo gli adeguamenti già intervenuti negli anni scorsi. La stima di fondo è che l'aumento dei carburanti pesi sui costi delle aziende di trasporto tra il 15 e il 18 per cento.
In Puglia, intanto, il diesel medio costa 2,229 euro al litro, un livello che per la regione rappresenta un record storico, mentre la benzina si ferma a 2,12 euro. Un pieno di gasolio può arrivare a costare 6 o 7 euro in più rispetto a poche settimane fa, con le famiglie che si trovano a fronteggiare rincari che si sommano a quelli già registrati su bollette e beni di prima necessità.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
