Convalidato l'arresto per i due turchi armati a Viterbo durante la festa di santa Rosa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel corso dell’udienza celebrata presso la casa circondariale Nicandro Izzo, il gip ha convalidato l’arresto – disposto d’urgenza dalla polizia – per Baris Kaya e Abdullah Atik, i due cittadini turchi di 22 e 25 anni fermati la sera del 3 settembre. I due, che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione durante l’audizione, erano stati sorpresi in un bed and breakfast con vista diretta sul percorso della macchina di santa Rosa, poco prima che il trasporto avesse inizio.
Nella loro stanza gli agenti hanno rinvenuto, prontamente cariche e pronte all’uso, una pistola Browning calibro 9 e una mitraglietta d’assalto Tokarev. La posizione strategica della loro sistemazione, che dominava l’intero tragitto della processione, ha immediatamente insospettito le forze dell’ordine, le quali – considerando l’imminente afflusso di migliaia di fedeli – hanno agito con tempestività per scongiurare qualsiasi potenziale minaccia.
L’episodio si inserisce in un contesto investigativo più ampio, che vede da mesi la procura viterbese indagare sulla penetrazione di gruppi criminali turchi nel territorio. Due fazioni in particolare, sebbene rivali in patria, mostrerebbero una inedita collaborazione in Italia. A capo della cosiddetta “Daltonlar Çetesi” – la gang dei Dalton, il cui nome è un’allusione ai noti personaggi dei fumetti – vi è Baris Boyun, già detenuto nel carcere dell’Aquila.




