Due turchi arrestati a Viterbo con armi automatiche: il giorno di Santa Rosa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Viterbo sta lavorando su tre distinte ipotesi investigative dopo l’arresto di due cittadini turchi, avvenuto ieri pomeriggio in un bed and breakfast a pochi passi dal monastero di Santa Rosa. I due, bloccati poche ore prima dell’inizio della celebre festa patronale che richiama decine di migliaia di persone, sono accusati di detenzione e traffico illegale di armi. Secondo fonti investigative, le armi automatiche sequestrate – pistole e mitra – risultavano cariche e pronte per un uso immediato, circostanza che ha fatto scattare l’allarme per un possibile attentato.

Durante l’interrogatorio condotto dal pm Massimiliano Siddi, i due fermati – i cui nomi non sono stati ancora divulgati – si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, lasciando aperte le indagini sulle loro reali intenzioni. Le forze dell’ordine, che li hanno tratti in arresto verso le ore 18, li hanno poi condotti nel carcere locale. Non è escluso un collegamento con la mafia turca, molto radicata nel viterbese, soprattutto dopo l’arresto di uno dei suoi esponenti avvenuto la scorsa settimana, episodio che potrebbe aver innescato una ritorsione.

L’operato delle forze di sicurezza ha permesso di sventare un potenziale eccidio, considerando che in città erano presenti circa quarantamila spettatori per assistere al trasporto della Macchina. Per questo motivo, le autorità hanno disposto misure straordinarie di sicurezza: oltre all’impiego di reparti speciali come i Nocs e unità cinofile antibomba, è stata modificata anche la tradizionale illuminazione, mantenendo accesi i fari durante la processione – di solito svolta al buio – per garantire una vigilanza più efficace.

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