Allarme a Viterbo per la Macchina di Santa Rosa: due turchi fermati con armi automatiche
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Redazione Interno
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La tradizionale processione della Macchina di Santa Rosa a Viterbo si è svolta ieri sera in un clima di tensione inedito, con le luci della città accese a spezzare un'antica consuetudine, a seguito di un'allerta antiterrorismo diramata poche ore prima. L'evento, che ogni anno il 3 settembre richiama fedeli e curiosi per il trasporto del maestoso baldacchino dedicato alla patrona, è stato infatti scosso dall'arresto, nel pomeriggio, di due cittadini turchi di 31 e 21 anni.
I due uomini, alloggiati in un bed and breakfast a brevissima distanza dal sagrato del monastero di Santa Rosa, sono stati fermati dalla Digos dopo essere stati trovati in possesso di un arsenale composto da mitra, pistole e munizioni. La scoperta, fatta in prossimità dell'evento che avrebbe visto la presenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dell'ambasciatore israeliano, ha immediatamente fatto scattare le indagini su un'ipotizzata cellula terroristica e su un possibile attentato.
La sindaca Chiara Frontini ha definito quelle successive all'arresto "ore concitate", dovendo prendere "la decisione più difficile finora", valutando se annullare la festa o procedere con misure di sicurezza straordinarie. "Diversi elementi – ha spiegato il primo cittadino, senza entrare nel dettaglio per non compromettere le indagini – portavano a pensare che potessero non essere gli unici in città e che avessero pianificato la minaccia, scenario serio da non sottovalutare".




