Decreto Omnibus 2026: cosa cambia con le nuove regole fiscali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Decreto Omnibus 2026 introduce nuove regole fiscali con interventi correttivi su diversi ambiti della riforma fiscale, tra cui imposte sui redditi, successioni e donazioni, IVA, accise, controlli, adempimento collaborativo e semplificazione. Il provvedimento, contenuto nel D.Lgs. 148/2026, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 185 dell’11 agosto 2026 ed è entrato in vigore dal 12 agosto 2026. Le modifiche riguardano disposizioni integrative e correttive che completano alcuni aspetti già introdotti dai precedenti interventi della riforma fiscale, con effetti anche sulla determinazione del reddito professionale.

Le modifiche al reddito professionale e ai crediti fiscali

Tra gli interventi del Decreto Omnibus 2026 rientrano le nuove disposizioni sulla determinazione del reddito professionale, un settore già interessato dalla riforma del lavoro autonomo avviata con il Dlgs 192/2024. La riforma aveva riscritto l’articolo 54 del Tuir introducendo il principio di onnicomprensività e nuove regole sulle spese, mentre il nuovo correttivo interviene su alcuni aspetti della disciplina. Un effetto concreto riguarda i professionisti che acquistano crediti fiscali sul mercato secondario, come nel caso di un avvocato che acquisisce un credito d’imposta a sconto per utilizzarlo in compensazione con i propri debiti fiscali.

La nuova disciplina stabilisce un quadro nel quale l’acquisto di un credito d’imposta a sconto deve essere considerato nella gestione dei conti del professionista. L’intervento normativo si collega quindi alle regole sulla determinazione del reddito di lavoro autonomo e alle modalità con cui vengono trattate alcune operazioni collegate ai crediti fiscali. Il tema riguarda in particolare i professionisti che operano con crediti acquistati sul mercato secondario, perché la disciplina precedente non prevedeva una regolamentazione specifica su questo aspetto.

Le novità su successioni, donazioni e trust

Il Decreto Omnibus 2026 interviene anche sul settore dell’imposta sulle successioni e donazioni, completando e affinando l’impianto delineato dal D.Lgs. 139/2024. Le modifiche riguardano alcuni profili che erano rimasti incompiuti oppure non adeguatamente coordinati all’interno della riforma fiscale. Il provvedimento aggiorna quindi le disposizioni relative a successioni, donazioni, trust e formalità immobiliari, inserendo correttivi all’interno del percorso di revisione normativa già avviato.

Le nuove regole su successioni, donazioni e trust fanno parte di un intervento più ampio che interessa diversi segmenti del sistema tributario. Il D.Lgs. 148/2026 contiene infatti disposizioni integrative e correttive che non si limitano a un solo settore, ma intervengono su più materie fiscali. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026 e l’entrata in vigore dal giorno successivo segnano il passaggio operativo delle modifiche previste dal decreto.

Il quadro degli interventi della riforma fiscale

Il Decreto Omnibus 2026 rappresenta un provvedimento correttivo della riforma fiscale e raccoglie interventi su imposte sui redditi, imposta sulle successioni e donazioni, IVA, accise, controlli, adempimento collaborativo e semplificazione. Le disposizioni contenute nel decreto sono state introdotte per integrare e correggere diversi aspetti della normativa fiscale già modificata nei precedenti provvedimenti. Tra gli ambiti coinvolti rientrano quindi sia le regole per i professionisti sia quelle relative agli adempimenti fiscali e alle imposte indirette.

Le modifiche entrate in vigore dal 12 agosto 2026 si inseriscono nel percorso della riforma fiscale attraverso interventi mirati su norme già esistenti. Per i professionisti assume rilievo la disciplina del reddito professionale e il trattamento dei crediti fiscali acquistati sul mercato secondario, mentre per altri contribuenti diventano centrali gli aggiornamenti su successioni, donazioni, trust e formalità immobiliari. Il decreto raccoglie così una serie di correzioni destinate a completare parti della riforma che richiedevano ulteriori interventi normativi.

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