Spiagge vuote nell’estate 2025: tra rincari e calo di presenze, la crisi dei lidi divide
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Redazione Interno
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Mentre l’estate raggiunge il suo culmine, i dati provenienti dalle località balneari italiane dipingono un quadro preoccupante: le presenze sono crollate, con cali che in alcune zone sfiorano il 30%. A lanciare l’allarme sono soprattutto gli operatori della Riviera Romagnola, dove i lidi ravennati registrano un dimezzamento di clienti rispetto alle attese. Maurizio Rustignoli, presidente della cooperativa Spiagge Ravenna, conferma la tendenza: «I numeri preliminari indicano un calo tra il 25 e il 30%, e le difficoltà si fanno sentire su tutti i servizi».
Non è solo la Romagna a soffrire: in Campania, dove l’hashtag #SpiaggeVuote imperversa sui social, il deficit di presenze si attesta intorno al 15%, con video che mostrano ombrelloni deserti anche nelle ore centrali della giornata. Una situazione che, se da un lato allarma i gestori degli stabilimenti, dall’altro solleva polemiche. Il Codacons bolla come «lacrime di coccodrillo» le proteste dei balneari, ricordando come, secondo l’Istat, dal 2019 a oggi i prezzi di lidi e piscine siano aumentati del 32,7%. Un rincaro che avrebbe spinto molte famiglie a rinunciare alle spiagge a pagamento, optando per alternative più economiche o addirittura abbandonando la vacanza al mare.
La contrazione dei consumi si riflette anche sui servizi accessori: bar, ristoranti e noleggi attrezzature segnalano un drastico ridimensionamento degli incassi, con piccoli segnali di ripresa limitati ai soli weekend. Gassmann, tra i pochi a commentare apertamente la situazione, punta il dito contro «prezzi esagerati» che avrebbero reso insostenibile una giornata in spiaggia per gran parte delle famiglie.




