Israele e Russia nella black list Onu sugli stupri di guerra
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Redazione Esteri
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Israele e Russia sono stati inseriti nella black list Onu sugli stupri di guerra, un elenco che comprende Paesi e organizzazioni ritenuti responsabili di violenze sessuali nei teatri di conflitto.
La decisione, anticipata da informazioni visionate dall’Afp e rilanciate da diverse ricostruzioni, affianca le forze di sicurezza israeliane e russe a soggetti già presenti nella lista, tra cui Hamas e lo Stato Islamico.
Si tratta di un’accusa particolarmente grave, contenuta nel nuovo rapporto delle Nazioni Unite che sarà trasmesso ai membri del Consiglio di Sicurezza.
L’inclusione arriva dopo mesi di monitoraggio e segue gli avvertimenti che il segretario generale António Guterres aveva rivolto nell’agosto scorso a Israele e Russia riguardo a una possibile iscrizione nell’elenco. editorialedomani +3
Secondo quanto emerge dal rapporto, le Nazioni Unite hanno continuato a registrare episodi e manifestazioni di violenza sessuale nel contesto della guerra in Ucraina e nei territori palestinesi occupati. Le accuse riguardano in particolare presunti abusi nei confronti dei prigionieri e altre condotte avvenute nelle aree interessate dai conflitti.
La presenza nella lista rappresenta uno dei passaggi più severi previsti dal sistema di monitoraggio dell’Onu sulle violenze sessuali legate alle guerre e colloca i soggetti coinvolti sotto una particolare attenzione internazionale.
La decisione arriva inoltre in un contesto già caratterizzato da forti tensioni diplomatiche tra le parti interessate e le istituzioni delle Nazioni Unite. rsi +3
Il Servizio Penitenziario Israeliano nel rapporto delle Nazioni Unite
Nel caso di Israele, il rapporto cita il Servizio Penitenziario Israeliano, che è stato inserito nella lista nera dei soggetti accusati di violenze sessuali nelle zone di conflitto. L’elenco comprende già Hamas, l’Isis e altre organizzazioni considerate responsabili di simili violazioni.
Oltre a questo inserimento, altre autorità israeliane sono state collocate in un meccanismo di monitoraggio che potrebbe portare a una futura inclusione nella stessa lista qualora emergessero ulteriori elementi.
La misura adottata dall’Onu non riguarda quindi soltanto una valutazione sul passato, ma introduce anche un sistema di osservazione destinato a seguire l’evoluzione delle accuse e delle verifiche condotte dalle Nazioni Unite. euronews +3
La notizia ha provocato una reazione molto dura da parte di Israele. Secondo le informazioni riportate, il governo israeliano ha contestato con forza la decisione e ha scelto di interrompere ogni rapporto con il segretario generale delle Nazioni Unite.
Le tensioni si sono riflesse anche sul piano politico e diplomatico, alimentando uno scontro aperto con l’organizzazione internazionale.
Il tema era già emerso nelle settimane precedenti, quando era stata prospettata la possibilità che Israele finisse nell’elenco e quando il dibattito sulle responsabilità nelle aree di conflitto aveva assunto un rilievo crescente a livello internazionale. ilgiornaleditalia +3
La diffusione della notizia e le reazioni internazionali
Prima della pubblicazione ufficiale del rapporto, alcuni dettagli sono stati resi noti attraverso anticipazioni giornalistiche e dichiarazioni pubbliche.
A confermare l’inclusione del Servizio penitenziario israeliano nella blacklist è stato anche l’ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite a New York, Danny Danon, che ha annunciato la notizia sul proprio profilo X.
Le informazioni diffuse indicano che il documento non era ancora stato reso pubblico integralmente, ma che il contenuto relativo all’inserimento nella lista era già stato comunicato alle parti interessate. Questo ha contribuito ad accelerare il confronto politico attorno alle conclusioni contenute nel rapporto. editorialedomani +3
L’inserimento di Israele e Russia nella black list Onu sugli stupri di guerra amplia il numero degli attori coinvolti nel sistema di segnalazione delle Nazioni Unite dedicato alle violenze sessuali nei conflitti armati.
La decisione si basa sulle valutazioni raccolte nel corso dell’attività di monitoraggio dell’organizzazione e riguarda situazioni legate alla guerra in Ucraina e ai territori palestinesi occupati.
Con la trasmissione del rapporto al Consiglio di Sicurezza, il tema entra ora formalmente nel quadro delle discussioni che le Nazioni Unite dedicano alle violazioni commesse durante i conflitti e alle responsabilità attribuite ai soggetti coinvolti. frosinonenews +3




